Domenica i borghi di Rossano, nel Comune di Zeri, hanno ospitato la rassegna interregionale del Cantamaggio, registrando una straordinaria partecipazione di pubblico, cantori e gruppi provenienti dalle comunità appenniniche della Liguria, dell’Emilia e della Toscana. Un evento accolto con entusiasmo e organizzato in maniera impeccabile sotto l’egida della Pro Loco di Zeri.
Il successo della manifestazione è stato sancito dal lungo applauso richiesto dal sindaco di Zeri, Cristian Petacchi, che – anche a nome delle numerose autorità presenti – ha voluto ringraziare volontari e organizzatori al termine di una giornata intensa, ricca di tradizioni, musica popolare e spirito comunitario. Tra i presenti anche il presidente della Provincia di Massa-Carrara e sindaco di Aulla, Roberto Valettini, la presidente dell’Unione dei Comuni della Lunigiana e sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni, e il sindaco di Mulazzo, Claudio Novoa.
Centinaia di persone hanno risposto con calore all’invito, partecipando a una giornata che ha saputo valorizzare le radici culturali dell’Appennino. Il Cantamaggio, profondamente radicato nella tradizione popolare delle valli zerasche, continua infatti a rappresentare non soltanto un appuntamento musicale, ma anche un importante patrimonio immateriale, simbolo di identità, memoria collettiva e appartenenza.
Nel suo intervento conclusivo, il sindaco Petacchi ha sottolineato come il Cantamaggio “non sia soltanto un evento canoro, ma tradizione e cultura, qualcosa che si respira nelle nostre valli e che si tramanda e si condivide tra giovani e anziani in maniera autentica e profonda”. Ha poi voluto lanciare un messaggio sul valore dei territori montani e delle comunità dell’Appennino: “Le nostre splendide montagne non sono un ostacolo: lo diventano solo nel momento in cui smettiamo di attraversarle. Al contrario possono essere ponti di comunità e di futuro. È arrivato il momento di smettere di etichettarci come aree interne, quindi zone disagiate. Noi vogliamo essere, e credo che già siamo, opportunità, patrimonio e risorsa. È questo il messaggio che giornate come quella di oggi devono trasmettere”.
Parole che hanno raccolto consenso e partecipazione, rafforzando il significato di una manifestazione che celebra il ritorno della primavera ma che rappresenta anche un modo concreto per mantenere vivi i borghi, sostenere la montagna e promuovere il valore dell’associazionismo locale.
Il primo cittadino ha inoltre evidenziato l’importanza delle realtà del territorio, come la Croce Verde, l’associazione Alpini e la Pro Loco, fondamentali per la vita sociale dell’entroterra appenninico.
La giornata si è svolta tra musica, colori e prati verdi, in un clima di fraternità tra comunità accomunate dalle antiche tradizioni popolari della montagna. Oltre ai canti, i partecipanti hanno potuto gustare prodotti tipici e apprezzare l’ospitalità e la capacità organizzativa del territorio.
Al termine della manifestazione si è svolto il saluto dei 19 gruppi partecipanti e il tradizionale passaggio del testimone per l’edizione 2027 della rassegna, che da Zeri si trasferirà a Farini, in alta Val Nure, in provincia di Piacenza.
Un ringraziamento finale è stato rivolto a tutti i partecipanti, con l’appuntamento rinnovato al prossimo Cantamaggio di Zeri, previsto per la fine di aprile 2027, e all’edizione del prossimo anno organizzata dai cantori di Farini.
