È appena iniziato il ciclo di incontri “Il coraggio di educare”, un percorso laboratoriale itinerante rivolto alle famiglie della Lunigiana. L’iniziativa si inserisce come naturale proseguimento del recente incontro con il pedagogista Daniele Novara e ha registrato una nutrita partecipazione di genitori pronti a confrontarsi sulle sfide dell’educazione moderna.
Il primo laboratorio, condotto da Maria Teresa Pepe – pedagogista e formatrice del CPP – ha trasformato la Sala delle Muse di Aulla in uno spazio di confronto libero, lontano da giudizi e ricette preconfezionate. I saluti dell’amministrazione e della Società della Salute sono stati portati da Roberto Valettini, sindaco e presidente SdS, che ha definito l’iniziativa un aiuto prezioso e un’opportunità concreta per le famiglie del territorio.
Al centro del dibattito, il superamento di modelli educativi arcaici – come l’uso delle urla o delle punizioni fisiche – a favore di una struttura fondata su regole chiare e confini adeguati all’età. “Le urla protratte sono un maltrattamento” è stato ribadito nel corso dell’incontro, sottolineando i traumi profondi che queste possono lasciare sull’autostima dei bambini. Spesso il genitore urla perché è stanco, schiacciato dalle responsabilità quotidiane: il laboratorio ha offerto una via d’uscita pratica, quella di non rispondere subito. Prendersi tempo per riflettere lucidamente evita l’ansia e consente di agire invece di reagire.
Il tema delle regole è stato affrontato in una prospettiva evolutiva: non come minaccia o sottrazione, bensì come struttura organizzativa che aiuta a vivere bene insieme. Una regola che non cambia mentre il figlio cresce diventa dannosa. Un genitore educativo sa che i confini devono evolvere con l’età, offrendo alternative e occasioni al posto dei soli divieti. “L’educazione non è un’imposizione, ma un allenamento quotidiano alla fiducia e all’autonomia” è uno dei messaggi emersi durante la serata.
Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione del conflitto e al ruolo del genitore come porto sicuro: una figura solida che sa restare accanto ai figli senza trattenerli, permettendo loro di affrontare anche gli insuccessi come tappe fondamentali della crescita.
I partecipanti hanno sperimentato una modalità di lavoro attiva, con strumenti pratici: dal saper prendere tempo prima di reagire d’impulso, all’importanza di un dialogo non inquisitorio, fino alla gestione dei rischi legati all’uso eccessivo dei social media. Tra i suggerimenti più apprezzati, quello di sfruttare i momenti in auto per dialogare, evitando il terzo grado: meglio aspettare il momento giusto e lasciare spazio al silenzio, se necessario.
Il messaggio conclusivo: non serve essere genitori perfetti né cercare l’armonia a tutti i costi. Serve restare saldi, saper gestire il conflitto e lavorare sulla fiducia.
L’iniziativa è promossa con il patrocinio dei Comuni di Aulla, Filattiera e Fivizzano, con il sostegno di Fondazione Carispezia, Con i Bambini e Progetto Futuro Aperto, in collaborazione con SdS Lunigiana, Sigeric e Aurora Domus. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria. Per informazioni: Enrica Talamini, enrica.talamini@auroradomus.it – 333 1679211.
Il percorso proseguirà il 9 aprile a Fivizzano (Ex Convento degli Agostiniani) e il 23 aprile a Filattiera (Centro Didattico Mannoni).
