La biblioteca civica “Abate Emanuele Gerini” di Fivizzano si prepara ad arricchire il proprio patrimonio documentario con una nuova fornitura di libri in formato cartaceo, destinati sia agli adulti che ai ragazzi. A renderlo possibile è un contributo ministeriale che arriva dal Ministero della Cultura, nell’ambito di una misura nazionale a sostegno dell’editoria libraria e delle biblioteche pubbliche.
Con la determinazione n. 44 del 24 marzo 2026 viene disposto l’acquisto di una prima partita di volumi affidando la fornitura alla ditta Librerie Giunti s.r.l., per un importo di 4.095,66 euro.
Come sono arrivati questi soldi a Fivizzano
La storia comincia nell’agosto 2025, quando il Ministero della Cultura emana il Decreto Ministeriale n. 272, che istituisce un fondo nazionale per sostenere biblioteche, editoria e librerie. La biblioteca gerinianasoddisfa tutti i requisiti previsti, e il Comune presenta regolare domanda di contributo nell’ottobre 2025. A novembre arriva la risposta: Fivizzano è tra i beneficiari, con un contributo complessivo assegnato di 12.286,99 euro. Con la determina di marzo 2026 viene impegnata la prima tranche di spesa, pari a circa un terzo del totale.
Perché Librerie Giunti e perché senza gara pubblica
È una domanda lecita, e la risposta sta nel Codice degli Appalti pubblici (D.Lgs. 36/2023): quando il valore di una fornitura è inferiore a 140.000 euro, la pubblica amministrazione può ricorrere all’affidamento diretto, scegliendo cioè il fornitore senza dover aprire una procedura di gara, purché il soggetto scelto abbia le competenze adeguate e il prezzo proposto sia ritenuto congruo. Librerie Giunti ha risposto prontamente alla richiesta di offerta inoltrata tramite la piattaforma telematica START, ha presentato la documentazione in regola – compreso il DURC, il documento che certifica la correttezza contributiva dell’azienda – e la sua offerta è stata giudicata adeguata.
Una regola per proteggere le librerie del territorio
C’è un dettaglio che merita attenzione, perché racconta qualcosa di più di una semplice operazione contabile. Il decreto ministeriale che finanzia l’iniziativa impone che il 90% degli acquisti venga effettuato presso librerie fisiche situate nella stessa provincia della biblioteca o in province limitrofe, entro un raggio di 50 chilometri. Solo il restante 10% può essere speso liberamente, percentuale che sale al 20% nel caso di librerie storiche o iscritte all’albo delle librerie di qualità. Una scelta precisa, che punta a far circolare i fondi pubblici nell’economia locale, evitando che finiscano tutti nelle casse dei grandi distributori nazionali.
Cosa arriverà sugli scaffali
I libri acquistati comprenderanno narrativa, saggistica, libri illustrati e volumi in simboli, questi ultimi pensati per utenti con bisogni comunicativi speciali, a conferma di una biblioteca che prova a essere davvero di tutti. Il pagamento avverrà solo a fornitura completata e verificata, tramite bonifico su conto corrente dedicato alle commesse pubbliche, come prevede la normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari.
Le restanti risorse del contributo ministeriale – circa 8.000 euro – saranno impegnate con atti successivi, sempre nel rispetto delle procedure previste dalla legge.
