Quasi il 5% delle famiglie toscane (per la precisione il 4,9%) vive sotto la soglia di povertà assoluta. È quanto emerge dal nono rapporto su “Povertà e inclusione sociale in Toscana”, presentato a Palazzo Strozzi Sacrati alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani e dell’assessora alla sanità e alle politiche sociali Monia Monni. Il rapporto evidenzia in particolare la condizione di estrema difficoltà delle famiglie con minorenni, dove l’incidenza sale al 6,6%, e dei nuclei single.
Il documento è costruito su dati del 2024, ma include anche un’indagine Irpet condotta a maggio 2025 che registra timidi segnali di miglioramento: la quota di famiglie che si autodefinisce “povera” o “molto povera” scende al 9,7% (era 11,4% nel 2024 e 15,5% nel 2023), mentre quella che dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà o grande difficoltà cala dal 56,3% al 48,5%.
“Il rapporto è uno strumento particolarmente efficace per trarne indicazioni di intervento e sono orgoglioso che, sotto il coordinamento della Regione, tutta una serie di istituzioni e associazioni ne aiutino la stesura perfezionandolo”, ha dichiarato Giani. Il presidente ha riconosciuto che, seppur con dati migliori rispetto alla media nazionale, la fascia di povertà rimane consistente: “Si tratta pur sempre di una famiglia su dieci che si autodefinisce ‘povera’ e questo rende necessario creare misure specifiche. Come Regione Toscana ci stiamo impegnando essenzialmente su tre direttrici: servizi, casa e lavoro”. Giani ha ricordato le misure attivate con i fondi europei — tra cui “Nidi gratis” e “Libri gratis” — e i 58 milioni di euro destinati nei prossimi due anni a case e alloggi per le fasce in difficoltà.
“Questo rapporto parla delle bollette sul tavolo, dei conti fatti la sera, delle lavoratrici e dei lavoratori che si alzano presto e restano esposti, delle madri che tengono insieme casa, figli e un equilibrio fragile”, ha sottolineato l’assessora Monni, che ha contestualizzato il dato toscano (4,9%) rispetto alla media nazionale (6,3%), attribuendo la tenuta del sistema regionale alla diffusione dei servizi pubblici, all’integrazione tra sociale e sanitario e alla collaborazione con il terzo settore. Ha tuttavia ricordato che nel 2008 la povertà assoluta era al 2,4%: in sedici anni è più che raddoppiata.
Monni ha poi segnalato la crescita della povertà lavorativa: il 7,8% degli occupati vive in famiglie a basso reddito, con percentuali più alte tra monogenitori (12,7%) e single (11,8%). Quasi il 20% delle famiglie toscane non riesce a sostenere una spesa imprevista di 2.000 euro; circa una su sei non regge nemmeno un esborso di 800 euro. I settori più esposti sono pesca e agricoltura (55,8%), servizi pubblici, sociali e personali (53,6%) e ristorazione e turismo (50,6%).
Sul fronte delle misure di contrasto alla povertà, il passaggio dal Reddito di cittadinanza all’Assegno di inclusione ha comportato una forte contrazione della platea dei beneficiari: nel 2024 in Toscana risultano coperti 41.085 persone, a fronte delle 73.134 del 2023. La spesa complessiva è scesa da 171,9 milioni di euro a 113,2 milioni, sebbene l’importo medio mensile sia salito da 478 a 568 euro.
I Centri di Ascolto Caritas hanno incontrato nel 2024 complessivamente 29.297 persone in situazione di fragilità (+3,9% rispetto all’anno precedente). Il 59,5% ha un’età tra i 25 e i 54 anni; in crescita la quota degli over 65, che raggiunge il 16%. Gli stranieri rappresentano il 60,8% degli utenti, in calo rispetto agli anni precedenti.
“L’alleanza tra enti, strutture, territori, professionisti e terzo settore è quella che ci ha permesso di reggere ed è quella che rafforzeremo per provare a non lasciare nessuno indietro”, ha concluso Monni, indicando nell’integrazione tra politiche sociali, lavoro e salute la strategia per affrontare la complessità del fenomeno.
Il rapporto è frutto del lavoro collettivo del gruppo “Povertà ed inclusione sociale” dell’Osservatorio Sociale Regionale, in collaborazione con ANCI Toscana, Irpet, Centro regionale di documentazione infanzia e adolescenza, Caritas Toscana e Università di Siena.
