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Consiglieri regionali e attivisti denunciano intimidazioni dopo l’escursione di Apuane Libere. Solidarietà da PD e Parco delle Alpi Apuane
Un grave atto intimidatorio ha colpito i partecipanti alla “Camminata consapevole per le Apuane”, l’iniziativa promossa dall’associazione Apuane Libere che domenica 7 giugno ha visto la partecipazione di oltre 300 persone, tra cui famiglie, giovani e consiglieri regionali di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). Al ritorno dall’escursione, nei pressi del Rifugio Donegani (punto di partenza dell’evento), numerose auto sono state vandalizzate, comprese quelle utilizzate dai consiglieri regionali Lorenzo Falchi, Diletta Fallani e Massimiliano Ghimenti.
La giornata era iniziata in un clima di forte tensione: un gruppo di contestatori si era radunato alla partenza, rivolgendo offese e minacce agli organizzatori. La situazione aveva reso necessaria la scorta delle forze dell’ordine lungo tutto il percorso.
I consiglieri di AVS hanno definito l’episodio “di una gravità inaudita”, sottolineando come “danneggiare le auto di cittadini, famiglie e rappresentanti istituzionali che manifestano pacificamente sia un chiaro atto intimidatorio, dal triste sapore mafioso”. “Queste minacce non cambieranno le nostre idee”, hanno dichiarato, ribadendo l’impegno per “la riconversione ecologica dell’economia del territorio, fuoriuscendo da processi estrattivi ormai fuori dal tempo”.
Anche Andrea Tagliasacchi, presidente del Parco Regionale delle Alpi Apuane, ha condannato con fermezza i fatti: “Nessuna divergenza di opinioni può giustificare intimidazioni o danneggiamenti. Chiunque deve poter esprimere le proprie idee senza timori”. Tagliasacchi ha espresso solidarietà alle vittime e auspicato “rapida chiarezza” sull’accaduto, ribadendo il ruolo del Parco come “garante del confronto civile”.
Gianni Lorenzetti (PD), presidente della commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale, ha definito l’episodio “grave e preoccupante”, sottolineando come “le Apuane siano un patrimonio della Toscana e il confronto sul loro futuro debba essere tutelato”. “Nessuna forma di intimidazione può trovare spazio in una terra che si riconosce nei valori della convivenza civile”, ha aggiunto.
L’escursione, che si è snodata dal Rifugio Donegani al Rifugio Orto di Donna lungo il sentiero CAI, ha attraversato una vallata “profondamente segnata dall’attività estrattiva”. Nonostante l’epilogo violento, l’evento ha confermato “la straordinaria attenzione della cittadinanza per il futuro di un patrimonio naturale unico al mondo”, come sottolineato dagli organizzatori.
I consiglieri di AVS hanno annunciato di aver scritto al Prefetto di Lucca per denunciare l’accaduto, inserendolo in un “contesto di crescenti minacce e intimidazioni” che, a loro avviso, richiede “azioni concrete da parte di tutte le istituzioni”.