UIL, “Difficoltà alle Poste: carenza personale, uffici non a regime”


“A un anno dall’inizio della pandemia registriamo che la situazione degli uffici postali purtroppo è ancora gravosa con una cronica carenza di personale e quindi per gli operatori di sportello e salette di consulenza la situazione è purtroppo non più tollerabile così come per gli operatori del settore MIPA che lavorano in condizioni di forte disagio in un periodo dove i contagi sono in aumento dovendo uscire sul territorio per necessità lavorative molto spesso con mezzi personali e non di servizio gravando maggiormente su di loro il disagio di questa situazione. Alcuni uffici postali non sono ancora tornati a pieno regime pre covid, come da noi più volte richiesto in ogni sede. Avevamo avuto più volte affidamento dall’azienda che ci sarebbe stato in tempi brevi un ripristino di tutta la rete degli uffici postali ma così non è stato!”. A dirlo è il segretario Provinciale Uilposte Paolo Lippi.

Paolo Lippi

“Questo comporta sovraffollamento negli uffici rimasti aperti e difficoltà per la clientela che non riesce ad usufruire del servizio in tutte le località previste e troppo spesso si assembra negli uffici postali rimasti aperti a pieno regime – prosegue Lippi -. Purtroppo, spesso gli operatori postali subiscono intemperanze da parte di alcuni clienti, non di rado anche offese, intimidazioni e aggressioni verbali e nessun controllo è previsto agli ingressi degli uffici postali!”

“Abbiamo chiesto più volte un presidio apposito all’ingresso degli uffici postali con apposito personale o guardie giurate ma questo viene fornito solo di rado; viene chiesto a direttori e operatori di presidiare gli ingressi ma in una situazione di carenza di personale questo diventa molto difficoltoso e oltretutto espone i nostri lavoratori a rischi che non sono compresi nelle loro mansioni: non sono mancati infatti casi di reazioni spropositate da parte di clienti che erano stati invitati ad aspettare per entrare in ufficio onde evitare assembramenti o a rispettare il posizionamento sugli appositi stalli per rispettare le dovute distanze di sicurezza! Inoltre, la mancanza di un adeguato presidio agli ingressi si fa sentire anche per il rispetto delle forme di prevenzione legate all’utilizzo della mascherina da parte dei clienti e della misurazione della temperatura prima di recarsi allo sportello”.

“Infatti, soltanto da poco sono stati installati in tutti gli uffici postali degli appositi termoscanner a disposizione della clientela ma nessuno può controllare in modo specifico il loro utilizzo corretto da parte di ogni cliente che entra in ufficio: ancora una volta questo viene chiesto ad operatori di sportello e responsabili che, in una situazione di grave carenza di personale per le operazioni indifferibili, non possono espletare in modo specifico anche queste mansioni che non sarebbero di loro competenza, date anche le numerose richieste per le operazioni di sportelleria o di sala consulenza! Nella stessa situazione anche i portalettere, spesso in difficoltà per gestire la consegna di oggetti a firma su giri sempre più lunghi, aggravati dalla necessità di dover ricordare troppe volte al cliente l’obbligo di mascherina nel momento della firma, visto che la legge non ha rinnovato la possibilità di immettere direttamente in cassetta le raccomandate. E allora, se la necessità di gestire un’emergenza sanitaria ancora in atto si sposa con la necessità di espletare il servizio essenziale in modo efficiente e senza riduzioni, non ci spieghiamo perché ancora Poste non ha provveduto alla riapertura di tutti gli uffici postali a regime orario ordinario! La Uilposte continuerà a chiederlo in ogni sede e a segnalare senza riserbo tutte le difficoltà connesse, che ricadono su lavoratori e clienti! In tutto questo contesto, ancora niente vaccini nonostante gli annunci! Poste, come comunicato dal management, ha effettivamente predisposto un piano vaccinale elaborato in collaborazione con il policlinico Gemelli di Roma ma a tutt’oggi i vaccini non ci sono per chi da sempre è esposto in prima linea al rischio contagio per espletare un servizio pubblico essenziale!”.

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