Investire nell’educazione dei figli significa, prima di tutto, sostenere i genitori nel loro complesso percorso di guida e accompagnamento. È questo il cuore del progetto promosso dalla Società della Salute della Lunigiana, che ha portato sul territorio la competenza di Daniele Novara, pedagogista di fama nazionale, per un ciclo di incontri e laboratori dal titolo “Il coraggio di educare”.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il percorso educativo necessiti, oggi più che mai, di momenti di riflessione collettiva e condivisione, per superare l’isolamento delle famiglie e offrire strumenti pedagogici concreti. Il primo appuntamento della Scuola genitori si è svolto al Teatro della Rosa di Pontremoli con Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e fondatore del Centro PsicoPedagogico (CPP). L’incontro, intitolato “Non sarò il tuo peluche. Il bisogno dei figli di un padre educativo”, è stato realizzato nell’ambito di Futuro Aperto, progetto selezionato dall’impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione Carispezia, in collaborazione con la Società della Salute della Lunigiana, Aurora Domus e Sigeric.
Prendendo spunto dall’omonimo libro di Novara, l’incontro ha proposto una riflessione sul ruolo paterno oggi, tra cambiamenti sociali, nuove configurazioni familiari e bisogni evolutivi dei figli. Il pedagogista ha messo in discussione molte certezze consolidate, spiegando come l’eccessiva vicinanza emotiva, tipica dell’infanzia, diventi controproducente con l’arrivo dell’adolescenza: fase in cui i ragazzi hanno bisogno di una giusta distanza educativa per esplorare la propria libertà e costruire la propria identità.
Un passaggio centrale è stato dedicato alla figura paterna, con un’analisi del passaggio storico dal “padre padrone” al cosiddetto “papà peluche”, un genitore troppo centrato sull’aspetto ludico e amicale. “Il ruolo educativo del padre — ha detto Novara — si deve concentrare su due pilastri: gestire il limite e gestire il coraggio, agendo come figura di sgancio che permette ai figli di prendere il largo, stabilendo paletti chiari, ma negoziabili.”
Il messaggio rivolto ai genitori lunigianesi è netto: il genitore perfetto non esiste. “L’obiettivo — ha aggiunto — è costruire un’alleanza educativa tra madre e padre, dove le responsabilità siano condivise e i ruoli integrati, superando la logica del commento continuo o del controllo ansioso.”
I prossimi appuntamenti dei laboratori per genitori consapevoli sono fissati per il 26 marzo ad Aulla, in Sala del Muse, il 9 aprile a Fivizzano, all’ex convento degli Agostiniani, e il 23 aprile al Centro didattico Tiziano Mannoni di Filattiera. “Vogliamo accompagnare i genitori in questo percorso, offrendo loro la bellezza di educare senza paura dei conflitti — ha dichiarato il direttore della SdS Marco Formato —. I laboratori dislocati sul territorio sono un investimento diretto sulle nuove generazioni, momenti di condivisione attiva che confermano la Lunigiana come un territorio che mette la scuola, la famiglia e il benessere dei ragazzi al centro della propria programmazione sociale.”
