martedì 18 Giugno 2024

Rifondazione Comunista: “Basta alternanza scuola-lavoro”

Riceviamo e pubblichiamo.

“I Circoli del Partito di Rifondazione Comunista di Massa, Carrara e Montignoso esprimono la loro vicinanza alla famiglia di Lorenzo Parelli, morto durante uno stage di alternanza scuola-lavoro.

I ragazzi della sua età devono stare a scuola per crescere la loro capacità critica, per migliorare le proprie conoscenze, per formarsi come cittadini di domani.
Purtroppo oggi nella scuola si sono fatti passi indietro, molti, relegando il sistema scolastico a mero istituto di formazione di ‘fattori produttivi’ e non di ‘cittadini pensanti’.

Lo diciamo da quando il sistema di sfruttamento chiamato alternanza scuola-lavoro è stato introdotto, da quando la riforma della ‘buona scuola’ ha fatto calare le braghe la mondo produttivo sempre più avido di forza lavoro precaria, sottopagata, senza diritti.
E dire che l’esperienza degli anni ’70 quando ad una elevazione dei diritti dei lavoratori è corrisposto l’aumento della produttività del lavoro, dovrebbe insegnare che il benessere collettivo passa dalla qualità del lavoro, dalle sicurezze, dalle prospettive certe per i giovani.
Oggi, l’avidità del capitale, sta portando nella direzione diametralmente opposta, le riforme del lavoro, che hanno visto spesso il centrosinistra neoliberale protagonista, hanno precarizzato stipendi e tempi di lavoro, tempi sempre più consoni alle esigenze del profitto e sempre meno a quelle delle lavoratrici e dei lavoratori.

Per questo ribadiamo la nostra contrarietà a strumenti di sfruttamento come l’alternanza scuola-lavoro, per questo condanniamo senza sé e senza ma le parole della consigliera di Fratelli di Italia di Montignoso Manuela Aiazzi per la quale è meglio morire di lavoro che di fame: per noi meglio vivere senza essere sfruttati. Per questo condanniamo la posizione del Ministero degli Interni contro gli studenti che stavano manifestando a Roma in sostegno alla famiglia di Lorenzo e per il proprio futuro.

Invitiamo quindi tutte le amministrazioni pubbliche ad esprimere la propria contrarietà rispetto a questi strumenti di sfruttamento e ad abolire, nelle loro attività ogni forma di alternanza scuola-lavoro o di lavoro gratuito mascherato da falso ‘volontariato'”.

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