Una giornata dedicata all’ascolto, alla riflessione e alla condivisione delle emozioni più profonde. Si terrà il 9 aprile, presso lo Spaccio Culturale di Officine T.O.K. a Monzone, l’iniziativa “Il cielo è di tutti”, un progetto rivolto agli alunni della scuola primaria, pensato per affrontare con delicatezza il tema della perdita attraverso il linguaggio del teatro e delle conseguenze della guerra.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività promosse dalla Festa della Toscana 2025, dedicata al tema “Toscana: un ponte per la pace”, che invita a riflettere sui valori della pace, dei diritti e della convivenza civile e a trasmettere alle nuove generazioni una cultura fondata sulla solidarietà e sul rispetto reciproco.
La giornata si svolgerà dalle ore 10 alle ore 12 e sarà strutturata come un’esperienza unica e condivisa: gli studenti assisteranno alla visione di uno spettacolo teatrale che affronta il tema della perdita e delle trasformazioni che può portare nella vita delle persone, seguito da un momento di dialogo con i bambini partecipanti sul tema della pace. Questo spazio di confronto rappresenta una parte fondamentale del progetto, perché permette ai più piccoli di esprimere emozioni, domande e pensieri, trasformando l’esperienza artistica in occasione di crescita e consapevolezza.
Il progetto, fortemente voluto da Ines Cattabriga ed Elisabetta Dini, nasce dalla necessità di confrontarsi con le nuove generazioni in un periodo storico complesso e carico di incertezze, offrendo ai bambini uno spazio di ascolto in cui poter chiarire i propri timori e dare un nome alle emozioni che vivono quotidianamente.
«Oggi leggiamo nei loro occhi la paura», spiega Ines Cattabriga. «I bambini vedono e sentono dal telegiornale notizie che non sono rassicuranti e, durante le lezioni di teatro, emerge spesso la necessità di sapere se anche loro sono in pericolo. È una forma di ansia precoce che li accompagna tra i social e la televisione, e che ha bisogno di essere accolta e compresa».L’obiettivo dell’iniziativa è offrire ai bambini strumenti semplici e simbolici per comprendere emozioni complesse, come la mancanza, la separazione e il cambiamento, e per sviluppare empatia verso chi vive situazioni di difficoltà. Il teatro diventa così un linguaggio accessibile e protetto, capace di accompagnare i più piccoli nel dare un nome alle emozioni e nel costruire un senso di comunità.
