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Quei missili fabbricati a Pallerone usati adesso in Donbas

Il 28 marzo 1985 Repubblica scriveva così:

L’ ex-polveriera di Pallerone, nel comune di Aulla, in provincia di Massa Carrara, sarà utilizzata per la costruzione di missili di tipo “Milan”. Lo hanno deciso le aziende Oto-Melara (gruppo Efim) e Snia-Bpd (gruppo Fiat), che hanno costituito un’ apposita società per mettere in produzione l’ arma. La fabbrica occuperà 120 addetti, di cui 40 cassa integrati della stessa ex-polveriera e 80 nuovi assunti. I “Milan” sono missili leggeri utilizzabili attraverso un cannoncino portatile (senza rinculo) che vengono “guidati” attraverso un “comando a fili” capaci di inseguire il bersaglio.

MILAN (acronimo di Missile d’Infanterie Léger Antichar) è un missile guidato anticarro franco-tedesco. La progettazione inizia nel 1962; era pronto per le prove nel 1971, ed è stato accettato in servizio nel 1972. Il sistema è entrato in servizio nel 1972 ed è diventato un’arma anticarro standard in tutta la NATO. Dal 1972 sono stati prodotti oltre 360.000 missili e 10.000 unità di lancio in servizio con le forze armate di oltre 40 paesi.

Dopo il 24 febbraio, con l’invasione dell’Ucraina da parte dei soldati russi inviati da Putin, la Francia ha fornito a Kiev “qualche dozzina” di missili guidati anticarro utilizzati dalle truppe di fanteria contro carri armati e veicoli corazzati. La Francia non è l’unica a fornire missili MILAN all’Ucraina. Il 28 febbraio 2022, l’Italia ha ufficialmente dichiarato di aver deciso di consegnare una versione modernizzata dei missili guidati anticarro di MILAN alle forze armate ucraine. 

Gli episodi di cui si è a conoscenza dell’impiego bellico dei MILAN: 

Libano, 1976, Irak 1980-88, Falklands 1982, Libano 1982, Kashmir 1984, Ashara, 1985, Chad 1987, Kuwait 198, Afghanistan 1989, Irak 1991, Bosnia 1995, Africa centrale 1995, Congo 1997, Macedonia 1999, Afghanistan 2001, Irak 2003.

Il MILAN è stato utilizzato estensivamente anche in Nord Africa in particolare dalla guerriglia ciadiana e sahrawi durante le imboscate tese rispettivamente contro i libici e i marocchini.

In Medio Oriente, il missile è stato impiegato contro gli israeliani dall’OLP e altri gruppi combattenti in più occasioni, a partire almeno dal 1982. Un altro impiego fu quello iracheno nel corso della Guerra Iran-Iraq. E ancora in Iraq, nel 1991, durante la prima Guerra del Golfo, le forze francesi usarono in combattimento 25 missili di questo tipo.

L’impiego mondiale, nel primo decennio di produzione, fu tale che nel 1984 erano stati già prodotti e ordinati oltre 164.000 missili da trenta diversi paesi situati in EuropaAsia e Africa.

In Italia, l’esercito lo ha largamente impiegato, e alcuni MILAN sono stati adottati anche dal battaglione San Marco della Marina Militare e dalla Brigata Paracadutisti Folgore. Il quantitativo ordinato dall’Esercito Italiano è stato particolarmente ingente per una forza armata solitamente passante come pesantemente sotto-equipaggiata: ben 1 000 lanciamissili e 30 000 missili. L’ordine, per un valore totale di diverse decine di milioni di euro, è stato in parte completato, con la fornitura complessiva di 716 lanciamissili e 17.000 missili. Il costo, nel 1990, era valutato in 4 milioni di lire per unità.

Nonostante il grande successo, già nei primi anni novanta c’erano dubbi sull’efficacia della testata contro le corazze frontali dei carri sovietici, per non parlare di quelle dei mezzi occidentali, per cui venne prodotta una nuova generazione del missile (MILAN 3), con testate HEAT in tandem capaci di quasi raddoppiare la capacità di perforazione dell’arma.

I MILAN 3 sono ancora in produzione a dieci anni dall’entrata in servizio e sono largamente diffusi. Attualmente sono 41 le nazioni che impiegano questo tipo di missile, oltre a vari movimenti di resistenza e guerriglia come il Fronte Polisario e l’ala militare di Hezbollah.

(Fonte: Wikipedia)

Nel video che ho trovato in Rete, si vedono alcuni miliziani dell’LPR (Forze separatiste del Donbass) che utilizzano un lanciamissili “Milan 2” catturato dai combattenti nello stabilimento Azot di Severodonetsk.


Milan 2: peso tubo in configurazione di trasporto 12,23 kg, pronto al lancio 11,52 kg (senza le due vistose strutture anti-urto alle estremità, a forma di ‘bullone’), lunghezza in trasporto 1.260 mm, di lancio 1.200 mm, diametro tubo di lancio 133 mm. Missile 6,73 kg, lunghezza 918-1.138 mm, diametro 125 mm con alette ripiegate, estese 267 mm, gittata 1.950 m, testata 2,7 kg HEAT dal diametro 115 mm, peso HE 1,79 kg, diametro cono esplosivo 112,9 mm; postazione di tiro 16,4 kg, lunghezza 900 mm, altezza 65 cm, larghezza 42 cm.


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