Ci sono frazioni montane ancora sprovviste dell’acquedotto, i cui abitanti vivono con allacci di fortuna rifornendosi di acqua spesso in maniera artigianale.
Non si tratta della volontà di non pagare il servizio, ma dell’impossibilità di accedere ad un diritto a causa delle condizioni economiche imposte dal gestore.
“C’è un evidente problema nei prezzi imposti dall’autorità Idrica Toscana per la realizzazione di nuovi acquedotti a servizio di utenti ancora sprovvisti – afferma il Sindaco di Tresana Matteo Mastrini – e spesso appartenenti alle fasce deboli, disagiate della popolazione”.
Proprio a Tresana il Comune si era sostituito a Gaia per realizzare lo scavo e la posa del tubo, dopo che una coppia di anziani con la pensione minima aveva ricevuto un preventivo di 28.000 euro. L’Amministrazione, con i propri operai, aveva realizzato l’acquedotto spendendo circa 5.000 euro.
“Il problema sono le tariffe deliberate dall’Autorità Idrica Toscana, della quale fanno parte anche i Comuni gestiti da Gaia – ha sottolineato Mastrini -. Per questo sottoporrò ai nuovi Sindaci un documento per chiedere di abbassare i prezzi di realizzazione dell’acquedotto. Deve essere chiaro che la realizzazione di un acquedotto non rappresenta un privilegio, ma un diritto”

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