giovedì 18 Luglio 2024

Legislative francesi: l’incertezza non ferma il rimbalzo dei mercati

L’esito inatteso del voto transalpino non ha dato una maggioranza al Paese: il presidente Macron sta lavorando per arrivare a una difficile coalizione che riunisca movimenti politici eterogenei. Tuttavia, nonostante il futuro poco chiaro, le Borse hanno reagito bene all’esito della consultazione. Previsioni rispettate, invece, in Gran Bretagna, dove il leader laburista ha già ricevuto l’incarico da re Carlo III. E ora gli investitori sono con il fiato sospeso per il verdetto sulla Commissione von der Leyen

Le elezioni legislative francesi si sono chiuse con un quadro politico incerto. Le tre maggiori forze, da sole, non raggiungono i 289 seggi necessari per governare: il presidente Macron farà di tutto per favorire un difficile esecutivo con la presenza del suo movimento Ensemble e di alcune parti della sinistra. Coalizione, quest’ultima, già a pezzi poche ore dopo il voto. L’incertezza non ha però scalfito i mercati: le Borse hanno recuperato gran parte delle perdite accumulate e in Italia molte banche sono addirittura balzate ai massimi storici. Evidentemente, la mancata vittoria di Marine Le Pen e la probabile esclusione di Mélenchon dalla prossima coalizione di governo sono stati interpretati come segnali pro-mercati e favorevoli all’attuale establishment europeo. Tuttavia, anche se una maggioranza così eterogenea arrivasse a governare, dovrebbe fare i conti con la sua intrinseca fragilità. Il rischio è un immobilismo pericoloso, dato che la legislazione francese non permette lo scioglimento delle camere più di una volta in 12 mesi. Il contesto inoltre vede Parigi in difficoltà economica per via di una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea, causata da un debito pubblico praticamente raddoppiato negli ultimi sette anni. Se la Francia esce dalle legislative senza una maggioranza, la Gran Bretagna ha già un premier con un supporto solido e il leader dei laburisti Keir Starmer ha già ricevuto l’incarico da parte di re Carlo III. Anche dopo le elezioni inglesi, i mercati hanno reagito in maniera favorevole, ritenendo che, almeno a breve, le tasse non saranno toccate e che i futuri rapporti con l’Unione Europea siano improntati al riavvicinamento. La prossima scadenza per la tenuta delle Borse europee sarà l’imminente voto al Parlamento Europeo sulla nuova Commissione von der Leyen. Il rischio è rappresentato dai “franchi tiratori”. E’ bene, per gli investitori, mantenere la calma e stare in attesa. La politica internazionale influenzerà ancora le borse: Joe Biden è in evidente difficoltà ma non intenzionato a cedere. Al momento Wall Street tiene, grazie ai tecnologici. In un contesto dominato dalle scadenze elettorali, sembra che il lungo e sfiancante dibattito sui tassi sia scivolato in secondo piano. Chi pensa a un nuovo taglio a breve in Europa resterà deluso. Anche Jerome Powell ritiene che prima di allentare le restrizioni monetarie sia meglio “essere più sicuri che stia tornando al target”. I due interventi sembrano svelare scenari simili, ma tra Ue e Usa ci sono grandi differenze. Negli Stati Uniti l’economia va bene, mentre il problema vero dell’Europa è la crescita, che notoriamente è poco stimolata. I vincoli di stabilità possono essere rispettati se i paesi crescono. Tra i due mali, è preferibile un po’ di inflazione in un’economia che si sviluppa piuttosto che una stagnazione senza molte prospettive.

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