La Polizia perquisisce un No Vax che aveva bruciato mascherine in piazza

Il 28 febbraio scorso personale della DIGOS di Milano e del Compartimento di Polizia Postale della Liguria, unitamente alla Digos di Massa Carrara ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e locale a carico di un massese, Nicola Franzoni (nato nel 1970) emesso dal Dr. Alberto Nobili, coordinatore della Sezione Distrettuale Antiterrorismo di Milano.

L’iniziativa giudiziaria si è resa necessaria a seguito di una serie di azioni di protesta poste in essere in occasione di una manifestazione No Vax, che si era svolta lo scorso 20 febbraio a Milano per conto del movimento Reopen Italia, venendo indagato per i seguenti reati: istigazione a delinquere, istigazione a disobbedire alle leggi, offesa all’ onore e al prestigio del Presidente della Repubblica, vilipendio della Repubblica; propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa nonché le violazioni di cui all’art 18 tulps contestate anche ad altri manifestanti.

In particolare Franzoni in più occasioni ha invitato i partecipanti – adunatisi in piazza XXV Aprile alle 16.00 previa regolare preavviso per conto di Reopen Italia – a violare le prescrizioni notificate dalla Questura, non indossando i sistemi di protezione individuale e bruciando le mascherine in piazza; poco dopo una trentina di manifestanti si sono mossi senza mascherine verso corso Como dopo aver cercato di entrare nell’esercizio commerciali Eataly. Arrivati in piazza Gae Aulenti hanno continuato a lanciare slogan del seguente tenore: Libertà libertà”, invitando i presenti in piazza a levarsi la mascherina.

Durante tali azioni, diffuse in diretta via Facebook, ha istigato a compiere azioni eclatanti a Sanremo nel corso della manifestazione canora del Festival, minacciando “di far saltare il baroccio”, “di caricare la polizia”, “di fare un macello”, proferendo le seguenti frasi: “Dal momento in cui ci mettiamo la mascherina perdiamo noi! Deve perdere lo Stato…. La mascherina non ce la si mette! …Fa vergogna lo Stato. Fa vergogna la Polizia…Il Covid è la più grande truffa della storia di tutti i tempi. È stato creato dal Nuovo Ordine Mondiale per distruggere l’economia di tutti i paesi…è il simbolo della sudditanza al potere economico… io sto con chi vuole cacciare quel porco di Mattarella e quel maiale di Draghi”.

Successivamente ha manifestato l’intenzione di compiere nel capoluogo un’ulteriore iniziativa, prevista per il 28 febbraio, pubblicizzata sui profili social con un post di chiara matrice antisemita. “Milano domenica 28 piazza XXV APRILE ORE 15 GRAN FALO’ DELLE MASCHERINE, POSIZIONEREMO UN’ARA E BRUCEREMO LE MASCHERE…IL SIMBOLO DEL POTERE SIONISTA E MASSONICO DEL NUOVO ORDINE MONDIALE, DI TUTTI I PARTITI ITALIANI E DEL GRUPPO BILDENBERG-DRAGHI”.

L’iniziativa, preavvisata, è stata poi revocata anche alla luce dell’avvenuta notifica a quattro manifestanti, tra cui il massese, del foglio di Via obbligatorio dal comune di Milano.

Durante l’attività sono stati ispezionati e poi sequestrati a carico del soggetto tre dispositivi mobili e un personal computer, nonché i suoi tre profili Facebook usati per commettere i reati per cui si è proceduto.

L’attento monitoraggio della rete, in corso da giorni da parte del Compartimento della Polizia Postale della Liguria, al fine di prevenire e scongiurare eventuali turbative del sereno svolgimento della kermesse canora, che apre i battenti, nella giornata di oggi, dal palco del teatro Ariston di Sanremo, ha consentito, altresì, di congelare gli account utilizzati dal sedicente sovversivo per istigare ad azioni violente con la finalità di boicottare il festival.

Il prezioso risultato è stato ottenuto grazie al sofisticato dispositivo di protezione cibernetica posto in essere, come ormai da anni, dalla polizia postale e delle comunicazioni, attraverso l’approntamento di un dedicato servizio di monitoraggio ed analisi in tempo reale delle minacce, messo in campo h24 dagli specialisti della polizia in collaborazione con i servizi di sicurezza tecnologica dell’importante manifestazione nazionale, finalizzato ad instaurare un flusso di information-sharing costante tra il CNAIPIC, la dipendente articolazione territoriale e l’infrastruttura critica informatizzata destinataria del servizio di protezione.

La manifestazione, quest’anno al centro di polemiche per la concomitanza con l’emergenza Coronavirus, ha richiesto una meticolosa attività di osservazione da parte degli investigatori, per scongiurare che, frange di disturbatori possano infiltrarsi anche fra i manifestanti autorizzati, con il solo obiettivo di arrecare disordini.

Con le sue dirette, il cittadino toscano, invitava i suoi follower a seguirlo nelle sue imprese al grido di “andiamo a spargere il virus” chiaramente alludendo al fatto che le manifestazioni di protesta, da lui inscenate, sarebbero state fatte senza alcun rispetto per le normative anticovid.

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