Riceviamo e pubblichiamo da parte di Giovani Democratici Massa Carrara:
Mercoledì 11 marzo i Giovani Democratici organizzano un incontro in vista del referendum del 22 e 23 marzo, alle ore 18 presso il Bar Hermès, Piazza Mercurio, Massa. Con le tre moderatrici Imane Louham (GD Massa), Zoe Stroobant (GD Carrara) e Rania Guriguer (GD Lunigiana) saranno presenti il Dott. Paolo Puzone, già Presidente del tribunale di Massa e Filippo Giomini, vicesegretario nazionale dei Giovani Democratici.
La riforma Nordio (governo Meloni) non è una riforma sulla giustizia ma è un puro attacco alla magistratura. Con questa proposta di riforma costituzionale la giustizia non migliorerà: i processi non saranno più celeri, non verrà assunto nuovo personale e non verranno stabilizzati gli assunti con il PNRR presso l’ufficio del processo.
Si tratta invece di un progetto chiaro di mettere in discussione l’indipendenza della magistratura, indebolendo uno dei pilastri fondamentali dello Stato di diritto. Il sorteggio, il ridimensionamento del ruolo del Presidente della Repubblica e la divisione dei CSM comportano inevitabilmente questo.
Noi crediamo in una giustizia indipendente, capace di garantire l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e di svolgere il proprio lavoro senza pressioni. Toccando i magistrati si toccano i diritti di tutti i cittadini. Riteniamo sbagliato un progetto che punti alla separazione delle carriere e a un’influenza forte della politica sul pubblico ministero, col rischio di sottrarre il coordinamento della polizia giudiziaria ai pubblici ministeri, compromettendo l’efficacia delle indagini. È necessaria una riforma della giustizia per snellire i processi e investire maggiormente negli uffici giudiziari; con la stima di spesa per i tre nuovi organismi, il doppio di quella attuale, tante sono le criticità che si potrebbero risolvere.
Allo stesso tempo il governo dovrebbe avere il coraggio di assumersi la responsabilità dei fallimenti della propria azione politica e non trovare nemici da attaccare, come sembra fare con ultimi episodi di cronaca che per nulla riguardano il quesito referendario. Dopo anni di annunci e propaganda, su temi come la sicurezza, i risultati concreti sono scarsi: tante dichiarazioni e slogan, ma zero fatti!
La giustizia non può diventare un terreno di scontro politico né uno strumento per coprire i fallimenti dell’azione di governo. In uno Stato democratico le istituzioni si rafforzano garantendo equilibrio dei poteri, trasparenza e responsabilità politica.
Vi aspettiamo!
