C’è un momento, durante ogni diretta radio, in cui il silenzio della sala si trasforma in concentrazione: i ragazzi davanti al microfono si guardano e poi cominciano a parlare. È in quell’istante che la radio, per molti di loro un mezzo quasi sconosciuto, diventa uno spazio libero capace di accogliere idee, curiosità e punti di vista. Da questa immagine ha preso forma “In Aria – una gita con la radio”, il progetto promosso e organizzato da Fondazione Carispezia in collaborazione con Rasoterra – Associazione di promozione sociale e FurgoMytho – Il furgone con la radio dentro, che ieri ha concluso la sua prima fase autunnale.
Avviato a ottobre 2025 negli spazi al piano terra della Fondazione, “In Aria” ha coinvolto gli studenti degli Istituti Comprensivi “Don Lorenzo Milani” – ISA 1 e ISA 8 della Spezia, e “Igino Cocchi” di Licciana Nardi. Nel complesso, ai 14 incontri organizzati hanno partecipato 7 classi e 132 studenti, accompagnati in un percorso di avvicinamento al mezzo radiofonico pensato per far scoprire loro la forza di una comunicazione immediata, collaborativa e autentica. Il progetto si inserisce inoltre nel Catalogo delle attività del Patto Educativo di Comunità 2025/2026, nato dalla collaborazione con Comune della Spezia, Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria, Fondazione Promostudi, Camera di Commercio Riviere di Liguria, Università di Genova e ASL 5.
Durante gli incontri, i ragazzi – guidati da Simone Ricciardi, Walter Ubaldi e Danilo Manganelli dell’Associazione Rasoterra – hanno sperimentato in prima persona cosa significa costruire e mandare in onda una trasmissione: dal confronto per scegliere gli argomenti, alla definizione dei ruoli di redazione, fino alla realizzazione di un format originale trasmesso in diretta su Radiorogna.it e successivamente reso disponibile in podcast. Un percorso semplice nella struttura, ma significativo nel suo obiettivo: offrire alle nuove generazioni la possibilità di ascoltarsi e raccontarsi attraverso un mezzo capace di valorizzare la loro voce.
Ieri si è conclusa la prima parte del progetto, che tornerà con una seconda edizione in programma per la primavera 2026, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la partecipazione e continuare a sostenere percorsi educativi capaci di mettere al centro creatività, espressione e crescita personale. Con “In Aria”, Fondazione Carispezia conferma il proprio impegno nel favorire esperienze formative che parlino ai giovani in modo diretto, offrendo loro strumenti per riconoscere e valorizzare il potere della propria voce.
“Con In Aria abbiamo scelto di trasformare gli spazi della Fondazione in un luogo di ascolto e di sperimentazione, offrendo agli studenti l’opportunità di scoprire il valore educativo del mezzo radiofonico. – Dichiara Andrea Corradino, Presidente di Fondazione Carispezia – La partecipazione attenta e curiosa dei ragazzi ci conferma quanto sia importante investire in percorsi che aiutino le nuove generazioni a esprimersi, collaborare e acquisire nuove competenze. Questo progetto rappresenta un ulteriore passo per rafforzare la nostra attenzione verso la formazione e nel valorizzare il ruolo dei giovani all’interno della comunità.”
“Queste settimane di lavoro radiofonico ci hanno confermato, ancora una volta, che incontrarsi è davvero bello. – Dichiara Simone Ricciardi di Associazione Rasoterra. – Il gioco della radio ci ha permesso di lavorare sull’ascolto, le relazioni e il sostegno reciproco, scoprendo la meraviglia di conoscersi e di raccontarsi. La diversità delle voci e delle esperienze presenti nei vari gruppi è diventata una risorsa preziosa, capace di alimentare uno scambio reciproco e autentico. Non vediamo l’ora di tornare con un bastimento carico di nuove e sorprendenti voci. Un grazie gigantesco a tutte le ragazze e ragazzi che ci hanno donato, con generosità, così tante parole. E grazie a Fondazione Carispezia per aver promosso e sostenuto l’intero progetto.”
