Crisi di governo, ecco cosa ha detto Conte alla Camera

Durante il suo intervento alla Camera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha di fatto chiarito come intende risolvere la crisi politica in corso: chiedere alle Camere la verifica della sussistenza di una nuova maggioranza.
• Conte non ha usato né la parola «responsabili» (usata nel passato, in simili situazioni, e in queste settimane sui giornali) né quella di «costruttori» (utilizzata dal presidente della Repubblica Mattarella). Ha parlato di forze parlamentari «volenterose» che con il Pd, il M5S e LeU vogliano sostenere un progetto di stampo europeista e anti-sovranista: «Sarebbe un arricchimento per questa alleanza poter acquisire il contributo politico di formazioni che si collocano nell’area liberale, popolare, socialista».
• Conte ha poi annunciato che lascerà la delega ai servizi segreti, una richiesta avanzata con forza da Matteo Renzi negli ultimi mesi, ma non solo: nominerà dunque un’Autorità delegata. Lascerà inoltre l’interim al ministero dell’Agricoltura.
• Dopo aver ripercorso la recente crisi politica che ha portato alle dimissioni delle ministre di Italia Viva Teresa Bellanova e Elena Bonetti, ha detto esplicitamente che si tratta di una crisi senza alcun «plausibile fondamento» che «ha provocato profondo sgomento nel paese»: «C’era bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No». Conte ha ha concluso questa parte del discorso con una netta chiusura a Matteo Renzi: «Non si può cancellare quel che è accaduto. Non si può pensare di recuperare quella fiducia che serve per lavorare nell’interesse del paese. Adesso si volta pagina».
• Conte ha dedicato lunghi passaggi del suo discorso ad elencare i provvedimenti approvati dal suo governo durante la fase della pandemia e a spiegare il lavoro che il governo dovrebbe compiere nei prossimi mesi. Ha citato il piano vaccinale e il Recovery Plan, ma anche molti altri temi.
• Sul piano internazionale, Conte ha detto che «in questo tratto di legislatura» l’Italia ha recuperato un ruolo autorevole, ha citato l’alleanza con gli Stati Uniti, ma anche quella con la Cina, aggiungendo però che il rapporto con la Cina deve essere «ancorato a diritti e princìpi».
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