mercoledì 30 Novembre 2022

Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana: preoccupati dalla situazione, chiediamo aiuto per tutelare i cittadini

Come durante la prima fase dell’emergenza covid-19 il Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana esprime grande preoccupazione in merito alla situazione epidemiologica relativa al nostro territorio. “Senza polemica, nello spirito di collaborazione ci rivolgiamo agli organi competenti e ai rappresentanti politici locali con la speranza che si possa intraprendere quanto prima un percorso per tutelare nel miglior modo possibile la salute dei cittadini dei nostri comuni”, scrivono dal Comitato.
In un comunicato congiunto del Comitato e della Lista Civica di minoranza del Comune di Fivizzano “Il futuro al centro” del 27 marzo scorso, si metteva in evidenza, tra le varie priorità, l’importanza di mantenere “pulite” le strutture ospedaliere periferiche, di per sé già fragili per una serie di motivi principalmente dovuti a una progressiva riduzione di risorse. Le stesse avrebbero potuto alleggerire il sovraccarico di lavoro degli ospedali che hanno in cura pazienti affetti da Covid, facendo fronte alle necessità di pazienti non positivi bisognosi di ricovero per il trattamento di altre patologie, riattivando così l’ordinaria attività degli ambulatori e delle sale operatorie, per poter continuare a garantire prestazioni sanitarie essenziali.
“Gli studi dimostrano che il numero di decessi di pazienti non covid è aumentato esponenzialmente a causa della mancata assistenza dovuta all’emergenza pandemica. La soluzione che avrebbe ovviamente richiesto un’adeguata programmazione, sarebbe stata ed è tutt’ora rappresentata dalla riattivazione delle strutture ospedaliere inutilizzate, prevedendo nuovo personale medico ed infermieristico”.
“Segnalavamo allora e continuiamo a farlo oggi – ricorda il rappresentante del Comitato Gabriele Mazzoni -, la necessità di un potenziamento dell’attività di tracciamento, di diagnostica, di assistenza e cura domiciliare, attraverso una collaborazione più stretta tra gli MMG le USCA e gli specialisti che lavorano all’interno delle strutture sanitarie.
Chiedevamo allora e riteniamo sia necessaria oggi, una mappatura del territorio per individuare in tempi rapidi i piccoli focolai ed essere così in grado di effettuare tamponi mirati ed eventualmente, come peraltro previsto dall’ordinanza numero 107 del 11 novembre nella quale si chiede alle Aziende Usl di implementare le risorse per garantire azioni adeguate di contact tracing diagnosi rapida e capillare dei cittadini che potenzialmente potrebbero avere avuto un contatto con soggetti positivi, di organizzare screening più allargati utilizzando tamponi rapidi o altro sistema ritenuto idoneo per cercare di circoscrivere i micro focolai individuati.
Riteniamo che in alcune realtà locali sia attualmente indispensabile attuare queste misure (così come avviene in molte altre aree italiane), considerando il significativo aumento dei casi positivi in alcune frazioni dei nostri comuni”.
“Ci chiediamo inoltre se agli MMG, ai pediatri di famiglia e alle strutture sanitarie del territorio siano stati forniti i mezzi necessari per poter svolgere in sicurezza l’attività di prevenzione e diagnostica, ci riferiamo in particolare ai DPI e ai test antigeni rapidi, come peraltro previsto dall’ordinanza della Giunta Regionale.
In ultimo, ci chiediamo per quale motivo ancora oggi non vengano attivate, almeno per quel che riguarda il nostro territorio, campagne di promozione e sensibilizzazione per la partecipazione a progetti dedicati alla raccolta di plasma iperimmune, in considerazione del fatto che esperienze che ci arrivano da altri territori ci confermano, che attraverso le collaborazioni (ad esempio con le associazioni di volontariato che si sono occupate attivamente del coordinamento e contatto), si sono raggiunti risultati incoraggianti in termini di partecipazione. A dimostrazione di quanto il sentimento del volontariato sia fondamentale per la tutela della salute pubblica.
In sintesi, riteniamo che le risorse sanitarie disponibili debbano essere riattivate per garantire ai cittadini servizi essenziali e al contempo, sollecitiamo una maggiore coerenza con le disposizioni previste per il contenimento dell’epidemia”.

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