Un colpo di Stato ha svegliato questa notte il Myanamar

Un colpo di Stato ha svegliato il Myanmar questa notte. Ai domiciliari Aung San Suu Kyi, capo della Lega Nazionale per la Democrazia, partito di Governo e il primo ministro Win Myint sono stati messi agli arresti domiciliari dai militari e la presidenza ad interim per un anno è stata affidata al generale Mynt Swe, uno dei due vicepresidenti in carica. I poteri sono stati trasferiti al generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate, le quali hanno affermato che intendono istituire un anno di stato di emergenza e poi indire delle elezioni.

I militari accusano la Nld (Lega Nazionale per la Democrazia) di brogli elettorali nelle ultime elezioni del novembre 2020 e oltre ai due rappresentanti governativi sono sti arrestati anche altri funzionari del partito e messo in atto una strategia per cui altre figure chiave della politica birmana sono sotto controllo dei militari nelle loro residenze.
La giunta militare che ha governato il Paese per 50 anni, dopo una parentesi di transizione democratica in cui il partito di Aung San Suu Kyi è salito al governo nel 2011, è tornato alla carica e ora i gli ex detenuti politici, ora liberi e chi in questi anni – anche gran parte della popolazione – si è esposta a favore della leader birmana premio Nobel per la Pace nel 1991 teme per la sua sicurezza.

La Birmania è un Paese in via di sviluppo gravato da anni e anni di dittatura feroce che lo ha lasciato in una grande povertà seppur ricco di risorse e di materie prime che fanno gola a molti.
Negli ultimi anni la figura della Signora, così i birmani chiamano Aung San Suu Kyi, è stata discussa a livello internazionale e condannata per non aver preso posizione verso il massacro del popolo Rohingyia, di fede musulmana, ma i cittadini del Myanmar la amano e sono rimasti con lei prima e durante la transizione democratica e rimangono con lei anche in queste ore di incertezza.
Nel 1988 un grande movimento birmano formato da studenti, monaci e civili tentò di ribellarsi alla dittatura militare e fu represso nel sangue e ora in molti tra la popolazione temono che possa accadere la stessa cosa.

A livello internazionale il colpo di Stato è stato condannato dagli Stati Uniti d’America dalla Gran Bretagna e dall’Unione Europea. “Condanno fermamente il colpo di stato dei militari e chiedo un immediato rilascio dei detenuti. I risultati elettorali e la costituzione devono essere rispettati. Il popolo vuole la democrazia. L’Ue è con loro”. Ha twittato l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell. Mentre il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato: “Condanno il colpo di Stato e l’incarcerazione illegale di civili, compresa Aung San Suu Kyi, in Birmania. Il voto del popolo deve essere rispettato e i leader civili rilasciati”.

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