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Era la fine del 2017 quando i militari della Stazione CC Forestale di Fivizzano e del Gruppo Carabinieri Forestale di Massa Carrara, insieme ai tecnici dell’ARPAT di Massa  erano  intervenuti presso una nota concessionaria di auto con autofficina/carrozzeria della Lunigiana sul retro della quale, nel corso di anni, era cresciuto un “cimitero di auto” con decine di mezzi abbandonati, ammassati alla rinfusa ed esposti alle intemperie.

Era così scattato il sequestro penale dell’area e la denuncia a carico dell’attuale titolare dell’impianto per gestione irregolare dei rifiuti. Oltre alle auto abbandonate all’aperto, nei locali dell’officina erano stati rinvenuti rifiuti di vario genere, anche pericolosi (olii esausti, batterie, vernici, etc.) stivati alla rinfusa, senza rispettare le regole imposte dalle norme ambientali.

Il responsabile dell’attività si era però dichiarato sin da subito disponibile a rimediare ad uno stato di fatto frutto di anni di trascuratezza. Così, su disposizione della Procura di Massa, sotto la direzione tecnica di ARPAT ed il controllo del CC Forestali, nel corso dei mesi si è proceduto alla progressiva bonifica dell’area esterna, provvedendo a rimuovere ed a smaltire a norma di legge le carcasse di auto, recuperando le poche che avevano valore come auto d’epoca.

Parallelamente è stata sistemata anche la situazione nei luoghi di deposito e stoccaggio, provvedendo a sistemare adeguatamente sia i materiali che i rifiuti in attesa di smaltimento, separando questi ultimi per tipologie, etichettandoli con i codici CER e  mantenendoli nelle condizioni idonee ad evitare possibili dispersioni e contaminazioni.

In questi giorni i lavori sono stati portati a termine e le analisi di suolo e sottosuolo hanno escluso ogni inquinamento. La Comandante del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale di Massa ha verificato, insieme ai tecnici ARPAT, che la gestione dei numerosi rifiuti prodotti fosse ricondotta alla normalità, rispettando tutti gli adempimenti di legge.

Il titolare della Ditta sarà ora soggetto alle pene previste dalle norme ambientali, applicate anche tenendo conto dell’impegno nell’adempiere le prescrizioni dell’A.G. e del Comune.

Una porzione della Lunigiana, il cui patrimonio è costituito soprattutto dai valori paesaggistici ed ambientali, è stata così recuperata da una situazione di grave degrado e potenziale pericolo. Un “lieto fine” frutto della stretta collaborazione tra differenti istituzioni sotto l’attenta regia dell’A.G.

Direttore e fondatore de l'Eco della Lunigiana. Scrivo di Geopolitica su Medium, Stati Generali e Substack.

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