A che punto è la battaglia per contrastare la cecidomia dell’olivo in Lunigiana? Quali pratiche agronomiche e trattamenti si sono rivelati più efficaci? E quali azioni mettere in campo per tutelare il futuro dell’olivicoltura lunigianese e il reddito delle imprese agricole? Sono le domande al centro dell’incontro tecnico di aggiornamento promosso da Coldiretti Massa Carrara, in programma mercoledì 8 aprile alla Biblioteca Civica di Fosdinovo, aperto agli imprenditori olivicoli della Lunigiana.
L’appuntamento sarà aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di Fosdinovo, Antonio Moriconi, e della Presidente provinciale di Coldiretti Massa Carrara, Francesca Ferrari. Interverranno il tecnico del Servizio Fitosanitario Regionale, Massimo Gragnani, e l’agronomo di Coldiretti Massa Carrara, Andrea Zanoni. Modererà i lavori il Direttore provinciale, Francesco Cianciulli.
La Lunigiana è stata la prima area della Toscana a dover fare i conti con questa temibile fitopatia che, pur non uccidendo le piante, le rende progressivamente improduttive fino a portarne all’abbandono. Tra gli strumenti già attivati, con il supporto operativo dei tecnici di Coldiretti, il Servizio Fitosanitario della Regione Toscana ha predisposto un bollettino periodico consultabile e scaricabile sul sito AgroAmbiente.info, con aggiornamenti sull’evoluzione della fitopatia e indicazioni sulle modalità di intervento per contrastare il parassita.
«La sperimentazione e la ricerca scientifica, nonché pratiche agronomiche tempestive e cura del territorio sono l’unica ricetta per arginare e tenere sotto controllo le molte fitopatie che minacciano le nostre colture. Scambi commerciali spesso senza controlli e cambiamenti climatici ne hanno favorito la diffusione, e a farne le spese sono ancora una volta i nostri agricoltori» dichiara la Presidente provinciale Francesca Ferrari, che aggiunge: «È necessario il supporto scientifico della Regione a fianco degli agricoltori per contrastare il diffondersi di questi nuovi parassiti su tutto il territorio regionale. Solo così possiamo vincere queste battaglie ed evitare l’abbandono dei territori».
