Carrara: arrestato un altro spacciatore in un edificio abbandonato

Continuano a riservare sorprese i controlli antidegrado dei carabinieri per arginare il fenomeno delle occupazioni abusive degli immobili sfitti e delle case dimenticate che si trovano nelle diverse aree dismesse della città di Carrara. L’ennesima piazza di spaccio è stata scovata all’interno di una fabbrica abbandonata in via Frassina, dove si era rintanato un pusher che vendeva dosi di cocaina in quantità.


Già da alcune settimane i carabinieri della compagnia di Carrara stanno portando avanti una serie di indagini per ricostruire il percorso delle sostanze stupefacenti che vengono smerciate in città. Ancora una volta, dietro i cancelli di uno degli immobili abbandonati passati al setaccio dai militari al comando del maggiore Cristiano Marella, è comparsa una sorta di zona franca dove si era nascosto un altro abile spacciatore che viveva nel sottobosco dell’illegalità. Si tratta della fabbrica abbandonata di via Frassina, dove lo spaccio era all’ordine del giorno, ma in quello scenario di desolazione non è stato affatto facile prendere lo spacciatore con le mani nel sacco, anzi c’è voluto del tempo per rendersi conto di come funzionava il giro della droga.


Alla fine, i carabinieri della stazione di Fossola, guidati dal maresciallo maggiore Marcello Antonelli, hanno fatto scattare le manette ai polsi di un uomo di 30 anni originario del Marocco, M. Y., che già a gennaio di quest’anno era stato pizzicato da una pattuglia dell’Arma con alcune dosi di cocaina addosso, quindi era stato denunciato per possesso illegale di stupefacenti.
Da quel giorno, il trentenne è finito sotto la lente degli investigatori, che conoscendo i suoi trascorsi, sono rimasti dell’idea che avrebbe continuato a vendere droga per guadagnarsi da vivere, di conseguenza non gli hanno risparmiato rigidi controlli ogni volta che lo hanno visto in giro per la città, anche perchè non aveva mai voluto dire alle pattuglie dove abitasse.


I carabinieri, però, hanno scoperto che da qualche tempo M.Y. si era rintanato dentro un edificio abbandonato che si trova in via Frassina, all’interno di un’area industriale dismessa, che aveva trasformato nella sua base per lo spaccio di stupefacenti. I primi appostamenti hanno consentito di accertare un frequente via vai di persone ritenute vicine al mondo della droga. Dopo aver assistito all’ennesimo spaccio, è intervenuta per prima una delle pattuglie che avevano circondato in modo discreto tutta l’area, che si è occupata di fermare l’acquirente, scoprendo addosso all’uomo una dose di cocaina appena acquistata al prezzo di 50 euro.

Una seconda squadra di carabinieri in borghese, invece, ha dovuto scavalcare il cancello dove lo spacciatore era solito passare la droga ai clienti, tenuto chiuso con una catena e lucchetto. Arrivati al fabbricato abbandonato, i militari dell’Arma hanno trovato tutte le vie di accesso completamente murate, comprese le finestre al pianterreno, perciò a prima vista sembrava impossibile che lì dentro ci fosse qualcuno. In realtà, è stato poi accertato che lo spacciatore usava una scala di fortuna per arrivare alla finestra del piano superiore. Infatti i carabinieri si sono equipaggiati e poi utilizzando lo stesso metodo sono piombati nell’edificio, dove hanno scovato il trentenne che di fatto viveva in condizioni igienico sanitarie alquanto precarie.


L’uomo non ha tentato nessuna resistenza o fuga, sorpreso dalla rapidità dell’intervento. Nel corso della perquisizione, gli sono state trovate addosso altre dieci dosi di cocaina, inoltre è stato recuperato tutto l’armamentario per pesare e confezionare la droga, insieme ad alcune centinaia di euro ricavate dallo spaccio, per questo anche il denaro gli è stato sequestrato, visto che non lavora né ha voluto dire come li ha guadagnati.


Dopo aver illustrato i dettagli dell’indagine al Pubblico Ministero Marco Mansi, i militari dell’Arma hanno dichiarato in arresto l’uomo per spaccio e detenzione illecita di stupefacenti. Durante l’udienza di convalida davanti al Giudice Dario Berrino, il trentenne si è avvalso della facoltà di non rispondere, nel frattempo è stato disposto che si dovrà presentare tutti i giorni in caserma per l’obbligo di firma.

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