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Grande emozione giovedì sera ad Aulla, dove Riccardo Boggi, noto studioso originario di Mulazzo e direttore del Museo di San Caprasio, ha ricevuto a sorpresa l’onorificenza pontificia. Nominato Cavaliere dell’Ordine Equestre di San Gregorio Magno per la diocesi di Massa Carrara – Pontremoli, Boggi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento con una solenne lettura in latino, alla presenza di cittadini e autorità.
L’iter per il conferimento dell’onorificenza è stato seguito da Don Marino Navalesi, vicario generale della diocesi, che ha organizzato la cerimonia al Museo di San Caprasio, con la partecipazione di rappresentanti del Comune, del clero e della comunità locale. Ma come si ottiene un tale riconoscimento? Vescovi diocesani, come in questo caso fra Mario Vaccari – presente alla cerimonia – possono proporre candidati, siano essi religiosi o laici, come segno di apprezzamento per il loro servizio alla Chiesa o alla società. La richiesta viene poi formalizzata alla Nunziatura Apostolica, corredata da un curriculum dettagliato.
L’evento ha suscitato grande partecipazione e commozione, riconoscendo il lavoro instancabile di Boggi per la diocesi e la comunità aullese. Come ricorda Melania Sebastiani, fu proprio lui, insieme a Don Marino, a dare il via nel 2003 agli scavi archeologici nell’abside della chiesa di San Caprasio, primo passo verso la creazione del Museo, oggi custode di reperti noti anche a livello internazionale.




“Alla mia prima visita da vescovo – ha raccontato fra Mario Vaccari – ho subito percepito il valore unico di San Caprasio. È chiesa, ostello, polo museale, centro di ricerca. Un luogo vivo, animato grazie a Riccardo, ai suoi collaboratori e alla comunità che si è stretta attorno a lui”.
Soddisfatto anche il sindaco Roberto Valettini, che ha sottolineato come questa onorificenza non celebri solo il lavoro di Boggi, ma anche l’affetto e la riconoscenza della cittadinanza: “È raro trovare qualcuno che abbia dato così tanto ad Aulla in termini di studio, accoglienza e impegno umano. La nostra comunità gli deve molto”.
Con la sua solita ironia, Riccardo Boggi ha scherzato: “Ora devo trovarmi un cavallo!”. Un tocco di leggerezza che non ha sminuito l’importanza del momento. Ha poi rivolto un pensiero agli “Amici di San Caprasio”, passati e presenti, dedicando loro il riconoscimento: “Per fare certe cose – trasformare un luogo in un punto di riferimento per cultura e accoglienza – bisogna essere un po’ folli. E per fortuna, di persone così ne abbiamo tante. Milleduecento presenze estive nel nostro chiostro, migliaia di pellegrini, volontari che mantengono aperto il museo, che donano il loro tempo e i loro saperi, che tengono viva la memoria. A settembre scorso ho voluto omaggiare tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo Museo ciò che è oggi. Aulla mi ha dato molto. Il mio obiettivo è lasciare un segno”.
Il giorno successivo, Boggi ha aggiunto: “Questo riconoscimento arriva inaspettato, ma lo condivido con tutti gli amici e collaboratori che hanno reso possibile la valorizzazione del patrimonio culturale e spirituale di San Caprasio. Nessuno ottiene risultati da solo: servono insegnamenti, lavoro di squadra e passione”.