Gli investigatori della DIGOS della Questura di Massa-Carrara, al termine di una approfondita indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa, hanno dato esecuzione, nelle città di Lecce, Perugia e Crotone, al decreto di perquisizione personale, locale e di sequestro disposto dal P.M. titolare delle indagini, che ha condiviso pertinenza dei reati contestati e il quadro probatorio indiziario riscontrato dagli investigatori.

L’attività si riferisce ai noti fatti accaduti a settembre a Marina di Carrara, quando alcuni esponenti di un corteo estemporaneo di libertari anarchici, “utilizzando violenza e minaccia”, hanno sottratto il banchetto del partito della Lega su cui era esposto materiale di propaganda elettorale.

In alcuni mesi di indagine gli investigatori della DIGOS hanno raccolto diversi, concordanti ed oggettivi elementi di prova, idonei a delineare un quadro indiziario di rilevante gravità nei confronti delle persone indagate, elementi utili che il GIP ha ritenuto tali da giustificare le misure cautelari dell’obbligo di presentazione alla PG cui i poliziotti hanno dato esecuzione.

In sostanza, l’attività investigativa, con l’aiuto anche dalle immagini dell’impianto di videosorveglianza, ha permesso di risalire ed individuare le specifiche responsabilità individuali sfociate nella contestazione del reato di rapina e di altri reati minoritari, in capo a ciascun soggetto che si è reso a vario titolo responsabile dell’aggressione patita dai militanti della Lega. L’attività di perquisizione ha consentito di rinvenire il corpo del reato e gli indumenti indossati dagli anarchici al momento dell’aggressione.

Si è trattato, evidentemente, di un episodio di rilevante gravità, sviluppatosi nel corso di un sabato sera di settembre, che ha visto, in una escalation di violenza, un corteo improvvisato di circa 50 anarchici provenienti prevalentemente da altre province, sfilare tra le vie principali del centro di Marina di Carrara, da cui si sono sganciati alcuni manifestanti per percuotere e minacciare gli esponenti della Lega, mentre altri sottraevano il banchetto del partito e materiale di propaganda politica, portandoli via come trofei.

Il quadro indiziario descritto verrà valutato in seguito nel Giudizio, anche in contraddittorio con gli indagati, i quali, in sede di interrogatorio di garanzia, avranno la possibilità di fornire la loro versione dei fatti e di chiarire quale ruolo hanno assunto nella vicenda.

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