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Su proposta del direttore Amedeo Baldi, la Società della Salute della Lunigiana ha chiesto e ottenuto dalla Regione Toscana l’innalzamento da mille e 500 a mille e 800 del numero dei pazienti che possono essere presi in carico dai medici di famiglia dell’Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) bassa Lunigiana, il cosiddetto massimale individuale.

Si tratta di una misura temporanea, come scrive la Regione Toscana nell’allegato alla deliberazione adottata, frutto di un accordo regionale in merito a misure eccezionali e temporanee per la garanzia dell’erogazione dell’assistenza primaria sul territorio.

La deliberazione si è resa necessaria per la gravi criticità riscontrate nella copertura degli incarichi di medicina generale, problema che investe tutta l’Italia.

Criticità collegate non solo alla gestione della pandemia da covid-19, che ha assorbito molti professionisti impegnati nella presa in carico dei pazienti e nella campagna di vaccinazione, ma causate anche dal massiccio pensionamento dei medici di medicina generale, verificatosi in questi ultimi anni.

Inoltre, va considerato che, con riferimento alla programmazione dei nuovi ingressi e alla formazione dei medici, i correttivi introdotti con l’incremento delle borse di formazione, tenuto conto dei tempi tecnici per il completamento dell’iter formativo, non consentono di affrontare rapidamente la situazione di carenza che si è andata aggravando.

Una situazione che non può che destare legittima preoccupazione, ben esemplificata dai numeri in Lunigiana: nel corso del 2022, infatti, sono in programma nove pensionamenti di medici di medicina generale, con sei medici che sono già andati in pensione e tre che ci andranno da ora alla fine dell’anno; inoltre, soltanto dieci medici su diciotto hanno aderito alla possibilità offerta dalla Regione Toscana con la deliberazione di cui sopra.

“Grazie alla struttura dipartimentale aziendale – commenta Baldi – siamo riusciti a tamponare questo stato delle cose per quanto riguarda i medici specialisti in endocrinologia e ginecologia, inviandoli a rotazione nelle aree di maggiore sofferenza.

Il problema è che è stato emesso un bando per sei posti da medico di medicina generale, ma vi è stata soltanto una adesione nell’alta Lunigiana, quindi verrà emesso un nuovo bando a breve” aggiunge il direttore della SdS.

Quindi, dalla SdS Lunigiana parte un appello affinché più medici possibile partecipino al bando straordinario, la cui emissione è imminente.

Una buona notizia, infine, arriva dall’alta Lunigiana, dove la pediatra andata in pensione nei giorni scorsi è stata prontamente sostituita.

Direttore e fondatore de l'Eco della Lunigiana. Scrivo di Geopolitica su Medium, Stati Generali e Substack.

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