Athamanta (l’associazione nata per la difesa delle Alpi Apuane n.dr.), parteciperà alla mobilitazione di oggi in difesa dei diritti di lavoratori e lavoratrici di Sanac, azienda locale che fabbrica refrattari interessata da una vertenza presso il Ministero dello Sviluppo Economico, per manifestare solidarietà agli oltre cento operai rischiano la cassa integrazione“. Lo dichiara l’associazione in un nota.

Athamanta prenderà parte al corteo poiché convinta che “lavoro, reddito, salute e ambiente non sono merce di scambio ma sono le fondamenta del futuro che vogliamo per la nostra comunità e che il conto della crisi climatica, ambientale ed economica non saremo noi a pagarlo”.

“Le recenti lotte per la giustizia climatica – continua Athamanta – hanno messo in discussione il concetto di crescita illimitata. Lo sfruttamento minerario del territorio apuano si pone in relazione diretta con il tema del lavoro, con il ricatto che le grandi aziende agiscono su lavoratorә e comunità con costi sociali altissimi: vite umane, devastazione ambientale, peggioramento delle condizioni di salute della popolazione, aumento del rischio idrogeologico e salati conti riversati sulle spalle della comunità”.

Anche Sanac è legata al settore minerario: le cave di dolomia, infatti, erano strategiche per la produzione di refrattari di cui Sanac è fornitore per l’ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia S.p.A.

“Queste dinamiche violente di sfruttamento e abbandono, tipiche del capitalismo estrattivo investono la comunità come Sanac– conclude Athamanta – mettendo a rischio il posto di lavoro, il reddito di decine di famiglie e l’equilibrio economico di gran parte della comunità a causa di scelte governative in favore di profitto e multinazionali, su un settore di interesse strategico nazionale. Perché non sono le aziende a essere sanzionate e costrette a risarcire la comunità?”.

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