Da ieri, lunedì 15 giugno, l’app Immuni è attiva in tutta Italia, dopo una settimana di sperimentazione che ha riguardato solo quattro regioni. L’applicazione per il tracciamento dei casi di contagio da coronavirus è scaricabile già dal primo giugno sia su telefoni con sistema operativo iOS che Android, ma non sugli smartphone Huawei più recenti, non compatibili con i servizi di Google a causa di un divieto deciso dall’amministrazione statunitense di Donald Trump. Bending Spoons, l’azienda milanese sviluppatrice dell’app, ha detto che si sta “adoperando per rendere anche questi smartphone compatibili con l’applicazione il prima possibile”.

Il commissario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ha detto che l’app finora è stata scaricata da 2 milioni e 200mila italiani e che è prevista una massiccia campagna di comunicazione per incentivarne il download.

“Voglio ribadire che è anonima e resterà tale fino alla fine del suo uso e che è una componente fondamentale nella strategia del contenimento della pandemia nel proprio paese. Abbiamo voluto e dovuto ottemperare alle esigenze di privacy e abbiamo impiegato il minimo del tempo”, ha detto Arcuri.

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