Corruzione e falso nelle pratiche di invalidità civile: con queste ipotesi di reato, a Massa sono scattate cinque misure cautelari nell’ambito di un’indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Massa Carrara, coordinata dalla Procura. Due persone sono finite in carcere, tre ai domiciliari.
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe agevolato l’ottenimento di pratiche sanitarie in cambio di denaro. Tra gli indagati raggiunti dalle misure figurano un medico legale dell’Azienda Usl Toscana Nord Ovest e un consigliere comunale di maggioranza dell’amministrazione guidata dal sindaco di centrodestra Francesco Persiani.
In una nota, il procuratore capo Piero Capizzoto parla di “favoritismi reiterati nelle procedure per il riconoscimento delle invalidità civili, finalizzate all’accesso a benefici assistenziali, previdenziali e lavorativi, dietro corresponsione di somme”. Le attività, avviate nel dicembre 2024, avrebbero ricostruito numerosi episodi e portato a gravi indizi a carico del medico legale dell’Usl di Massa, Maurizio Ratti, che – stando all’accusa – avrebbe sfruttato il proprio ruolo nella commissione medica collegiale per orientare gli esiti delle valutazioni. Emergono inoltre la presunta complicità della dottoressa Anna Santinami (alla quale viene contestata anche la redazione di certificazioni false), e i ruoli di Elio Guatieri, Marco Lazzini e del consigliere comunale Giovanni Giusti, ritenuti intermediari. I privati che avrebbero beneficiato delle pratiche sono ancora sotto verifica e verranno ascoltati a breve.
L’operazione è scattata all’alba di mercoledì, con perquisizioni in vari uffici pubblici e nelle abitazioni degli indagati: sequestrati documenti sia cartacei sia digitali. Nei prossimi giorni i cinque compariranno davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.
In relazione all’inchiesta, l’Azienda Usl fa sapere di seguire la vicenda “con la massima attenzione”, garantendo “piena collaborazione agli inquirenti per l’accertamento dei fatti”. La direzione sottolinea l’impegno a verificare e circoscrivere eventuali condotte scorrette, “tanto più in un ambito delicato come la Medicina legale”, ribadendo come priorità “trasparenza, correttezza e tutela della salute e sicurezza dei pazienti”.
Dal Comune precisano che “non c’è stato alcun blitz dei Carabinieri in Municipio né arresti all’interno della sede comunale”. L’attività di polizia giudiziaria “ha riguardato esclusivamente l’acquisizione di documenti presso la società Master”. Si chiarisce inoltre che “l’arresto di un consigliere comunale riguarda fatti estranei all’attività dell’ente”.
Si ricorda che gli indagati sono presunti innocenti fino a eventuale condanna definitiva.
