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Cerimonia al Parentucelli Arzelà per il rastrellamento del 29 novembre 1944

Prima la cerimonia con le orazioni e l’alzabandiera, poi la deposizione di un mazzo di fiori in ricordo di Giuseppe Picedi Benettini. Così l’Istituto Parentucelli Arzelà di Sarzana ha celebrato l’anniversario del rastrellamento nazifascista avvenuto il 29 novembre del 1944.

Il dirigente Generoso Cardinale, una nutrita rappresentanza di studenti, composta dai rappresentanti di istituto e delle singole classi, i vicepresidi Paolo Mazzoli e Andrea Sarti, una delegazione dell’Anpi e dell’Anmil, oltre a docenti, personale della scuola e semplici cittadini, si sono ritrovati per il momento solenne davanti al pennone della memoria, voluto anni fa dal compianto partigiano Luigi Fiori.
Il dirigente Generoso Cardinale ha sottolineato l’importanza dei valori di solidarietà e libertà, che l’Istituto trasmette ai suoi ragazzi ogni anno scolastico, soprattutto il 29 novembre.

Il professor Andrea Bernardini ha ricostruito il contesto storico in cui nacque la Resistenza, mentre Mirca Moruzzo dell’Anpi ha illustrato la storia partigiana locale, con particolare riferimento alla Brigata Muccini e a Paolino Ranieri.
Dini Giovanelli, presidente dell’Anmil, ha evidenziato l’importanza dell’insegnamento della storia e dei valori della Resistenza.

Ha concluso gli interventi il sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli, che ha elogiato il Parentucelli Arzelà per l’attenzione alla memoria storica e ha ricordato agli studenti il valore della coscienza condivisa e la gloriosa storia di Sarzana nella lotta al nazifascismo.

La cerimonia si è conclusa con l’alzabandiera da parte degli studenti e la visita alla lapide in memoria di Giuseppe Picedi Benettini nell’atrio dell’istituto, partigiano sarzanese morto in combattimento nel Parmense.

Redazione
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