Trent’anni di storia, inclusione, laboratori e vicinanza concreta al territorio. Il Centro di socializzazione di Quercia, gestito dalla Società della salute con operatori Aurora Domus, si prepara a celebrare un traguardo straordinario: fondato nel settembre 1996, il centro festeggia i suoi primi trent’anni di attività con una grande giornata di festa e riflessione in programma per venerdì.
Il programma della giornata
L’appuntamento prenderà il via alle 10,30 con un momento di confronto istituzionale e comunitario che vedrà la partecipazione di tutti i centri di socializzazione del comprensorio, tra cui Moncigoli, Caprio ed Eduplay, insieme ai servizi di psichiatria, al Circolo Paradiso, ai progetti Dopo di Noi e Ponte al Futuro, ai sindaci della Lunigiana e a chi aprì la struttura all’epoca della sua nascita.
La mattinata si aprirà con gli interventi di presentazione dei progetti e delle attività, arricchiti da momenti di animazione a cura della Compagnia Ribolle e del Centro Icaro. Successivamente i partecipanti si sposteranno nel paese per ammirare una mostra fotografica che ripercorre tre decenni di volti, laboratori e crescita condivisa.
La giornata proseguirà con il pranzo in piazza offerto dalla Pro Loco Quercia d’Oro, mentre nel pomeriggio continuerà l’animazione.
Le origini e l’evoluzione del centro
Ripercorrere questi trent’anni significa ricordare gli inizi del 1996, quando tutto è cominciato accogliendo i ragazzi del comune di Aulla e dei territori vicini in un contesto in cui non c’era quasi nulla. Con impegno e dedizione gli spazi sono stati pian piano acquistati e sistemati: dalle prime attività incentrate sulla carta riciclata ai successivi laboratori di bigiotteria, lavorazione della pelle per la realizzazione di portachiavi, quadri e dipinti spesso donati alla comunità.
Fondamentale fin dal primo momento è stata l’accoglienza calorosa di Don Roberto Turini, che ha subito inserito i ragazzi nella Sagra di Vaccareccia, aprendo la strada alla produzione di vari oggetti. Nel corso degli anni l’offerta di socializzazione e autonomia si è ampliata enormemente, spaziando dalla musicoterapia alle attività a cavallo, dai corsi di nuoto in piscina ai laboratori di cucina.
Anche gli spazi esterni raccontano una trasformazione profonda: dove un tempo c’era un bosco, oggi sorge un giardino curato, risistemato con la semina dell’erba e la piantumazione di ulivi. Un trentennale che celebra una grande famiglia e un punto di riferimento insostituibile per l’intera Lunigiana.
