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Il “Piano di Paesaggio – Territori della Lunigiana” è uno strumento approvato dalla Regione Toscana per salvaguardare e valorizzare l’identità storica, naturale e culturale del nostro territorio. Ma cosa contiene davvero? E cosa cambierà per i Comuni e i cittadini?
È stato approvato con Delibera regionale n.875 del 30 giugno 2025 il documento che definisce le Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Paesaggio “Territori della Lunigiana”, una guida strategica che coinvolge tutti i Comuni della Lunigiana – da Aulla a Pontremoli, da Zeri a Fosdinovo – in un percorso di valorizzazione del paesaggio, del patrimonio culturale e dell’ambiente.
Non si tratta di un piano vincolante in automatico (cioè non ha effetto immediato sul territorio), ma saranno i Comuni a decidere se e come recepire le sue indicazioni all’interno dei propri strumenti urbanistici. Tuttavia, anche prima del recepimento formale, molte delle linee guida possono già essere applicate, ad esempio per interventi di tutela, progetti turistici, recuperi edilizi e valorizzazione dei percorsi esistenti.
Il Piano di Paesaggio Territori della Lunigiana è uno strumento previsto dalla Regione Toscana per attuare sul territorio gli obiettivi del PIT-PPR (Piano di Indirizzo Territoriale con valenza paesaggistica). In sostanza, serve a coniugare sviluppo e tutela, attraverso una pianificazione condivisa e coordinata con i Comuni e le comunità locali.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: promuovere una strategia che tenga insieme valori paesaggistici, turismo sostenibile, identità storiche, reti di mobilità dolce e sviluppo locale, con particolare attenzione al patrimonio culturale, ambientale e rurale.
Il documento identifica e analizza tre macro-tipologie di paesaggio:
Un intero capitolo è dedicato al tema della fruizione lenta del paesaggio: sentieri, ciclovie, cammini, ferrovie locali. L’idea è costruire una rete capillare e interconnessa di itinerari tematici, utilizzando tracciati esistenti e valorizzando gli elementi identitari lungo il percorso.
Importante anche l’attenzione ai cosiddetti “nodi funzionali”: strutture dismesse o sottoutilizzate (come stazioni ferroviarie, edifici pubblici, ex caselli o coloniche) da trasformare in punti di accesso, info-point, aree di sosta o hub di mobilità dolce. In questo contesto, si parla esplicitamente della possibilità di accordi pubblico-privato per favorire il recupero e l’uso di questi spazi, anche con incentivi.
Il Piano promuove un turismo lento, sostenibile e di qualità, integrato con i prodotti locali, le attività culturali e le vocazioni tradizionali del territorio. Si parla di:
Inoltre, si prevede la creazione di un Osservatorio locale del paesaggio, con il coinvolgimento diretto delle comunità, per monitorare, proporre e co-progettare le azioni previste.
Grande spazio viene riservato alla tutela ambientale. Il Piano elenca tutti i Siti Natura 2000 e le Aree protette (tra cui le ANPIL del fiume Magra, il Parco delle Apuane, il Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano), indicando regole specifiche per garantire la conservazione degli habitat e la sostenibilità degli interventi.
Viene anche rilanciata l’ipotesi di istituire un Parco fluviale del Magra, da verificare nei prossimi anni in coerenza con gli strumenti regionali.
Questo Piano rappresenta un’occasione importante per la Lunigiana, a patto che non resti lettera morta. Se i Comuni sapranno recepirlo, se i cittadini saranno coinvolti, e se le azioni saranno coordinate e trasparenti, allora potremo davvero costruire un modello virtuoso che coniuga identità, bellezza e sviluppo.
Ma servirà vigilanza, informazione e partecipazione. Ecco perché abbiamo deciso di seguire passo passo l’attuazione di questo strumento, segnalando criticità, opportunità e sviluppi futuri.
Fonte: Atto regionale 30/06/2025