Irrigazione secondo il modello del canale lunense, una lotta allo spreco d’acqua

Sono la testimonianza storica dell’irrigazione in Val di Magra ma il ritmo del tempo le sottopone a usura nonostante le opere di manutenzione costante. Parliamo delle canalette a scorrimento che si diramano dal Canale Lunense con lo scopo di portare l’acqua nei campi in tutta la piana dove si snodano per circa 120 chilometri.

Questi manufatti, oggi rievocazione nostalgica del passato agricolo, saranno sottoposti ad un’operazione di svecchiamento: nei tratti malandati spariranno i tubi di plastica, non proprio gradevoli alla vista e al senso della bellezza, per lasciare il posto a canalette in acciaio zincato, del colore simile a quello delle vecchie ‘cugine’ di cemento armato.

Il Consorzio di bonifica e irrigazione ha programmato l’intervento nel contesto più generale di un piano di potenziamento ed efficientamento della rete di apporto dell’acqua all’agricoltura. I progetti corrono su doppio binario.
In previsione c’è anzitutto la realizzazione, soprattutto nei tratti principali, di linee a pressione, condotte ricche di innovazione e tecnologia, messe in opera a oggi con una prima tranche di 33 chilometri. Nei tratti secondari invece, quelli al servizio dei piccoli agricoltori, va avanti di preferenza l’ammodernamento delle canalette.

Infatti, tutto è ormai pronto per i manufatti destinati a dare nuova vita alle condotte a scorrimento. L’ente di via Paci, presieduto da Francesca Tonelli e diretto da Corrado Cozzani, ha pensato alla progettazione, alla realizzazione, al collaudo e, prima della prossima stagione irrigatoria, alla messa in opera. Tutto per conto proprio. Un’operazione in house si direbbe oggi, frutto dell’esperienza del personale e dell’ufficio tecnico di Via Paci, in linea con la storia e le qualità professionali del Consorzio.

“Abbiamo messo a punto – spiega il geometra Cristiano Pastine – nuovi manufatti, più leggeri, facili da spostare e resistenti nel tempo, a gradevole impatto ambientale e costruiti con materiale riciclabile. Ricalcano nella forma le vecchie canalette alle quali andranno a sovrapporsi”
“Finito i collaudi – aggiunge Pastine – daremo il via alla produzione nella struttura operativa all’interno della sede di via Paci dove un tempo si costruivano i manufatti in cemento, brevettati anche questi ultimi proprio dal Canale”.

“Tra i concetti di base dei nuovi manufatti in acciaio zincato – sottolinea il presidente Francesca Tonelli – c’è quello di ridurre gli sprechi di acqua, che molto spesso si verificano a causa delle rotture delle vecchie strutture in cemento. Senza citare che sarà più facile mantenerle pulite ed effettuare le manutenzioni”.

“Oltre a questo – osserva Corrado Cozzani – il Consorzio ha messo in cantiere una serie di progetti, come ad esempio il potenziamento delle linee a pressione, per restare al passo con i tempi e per puntare allo sviluppo dell’economia agricola e dei territori”.

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