Martedì 22 settembre 2026, alle ore 18:00, il Castello del Piagnaro ospita nella Sala Conferenza del Museo Statue Stele Lunigianesi una conferenza dedicata alla Valle delle Meraviglie, nelle Alpi Marittime francesi. Protagoniste le archeologhe Silvia Sandrone e Nicoletta Bianchi, rispettivamente direttrice e responsabile dell’azione culturale del Museo dipartimentale delle Meraviglie di Tenda.
Il museo di riferimento per il Monte Bego
Il museo rappresenta il principale punto di riferimento per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico ed etnografico legato al Monte Bego e al territorio alpino sudoccidentale. L’evento vedrà i saluti dell’amministrazione del direttore del museo Nicola Gallo e della dr.ssa Marta Colombo, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Lucca Massa Carrara e Pistoia.
Quarantamila incisioni a cielo aperto
Nella regione del Monte Bego, in Francia, nelle Alpi Marittime e nel Parco Nazionale del Mercantour, sono state rilevate circa 40.000 incisioni rupestri risalenti al Neolitico e all’età del Bronzo. La maggior parte è eseguita con tecnica a martellina su blocchi e affioramenti a cielo aperto, in una simbiosi unica tra motivi incisi e paesaggio.
I temi iconografici sono relativamente limitati e si dividono in cinque categorie principali: animali a corna e aratri, figure geometriche, armi e strumenti, figure antropomorfe, motivi non rappresentativi.
Dal Mesolitico all’età dei metalli
Ricerche archeologiche recenti evidenziano una frequentazione precoce del sito da parte di cacciatori mesolitici che si spingono ad alta quota dopo il ritiro dei ghiacciai quaternari, circa 10.000 anni fa. La presenza antropica diventa però più marcata con l’arrivo dell’economia di produzione neolitica, come dimostrano le scoperte di materiale archeologico all’interno dei ripari sotto roccia, attribuibile al V e IV millennio.
Successivamente, l’abbondanza delle armi incise segna l’introduzione delle tecniche metallurgiche, prima del rame e poi del bronzo. La maggior parte delle figure antropomorfe emblematiche del Monte Bego, come lo Stregone e il Capo tribù, raffigurate con armi metalliche, può essere fatta risalire a questo periodo.
Le curatrici
Silvia Sandrone e Nicoletta Bianchi, archeologhe di formazione, lavorano attualmente in qualità di direttrice e responsabile dell’azione culturale al museo dipartimentale delle Meraviglie a Tenda, nelle Alpi Marittime francesi, museo archeologico ed etnografico di riferimento per il sito di incisioni rupestri della regione del Monte Bego e per il territorio alpino sudoccidentale.
