Grande partecipazione alla Pastasciutta antifascista nel magnifico scenario dell’antico borgo medievale di Pian di Molino di Fivizzano, organizzata dalla Sezione Anpi di Casola in Lunigiana e Fivizzano (MS) insieme alla Comunità di Pian di Molino. All’interno del borgo è stata allestita la mostra “La via della libertà. L’antifascismo e la Resistenza nel territorio di Casola in Lunigiana e Fivizzano: 1919-1945”, mentre nel salone del palazzo dei Malaspina dallo Spino Fiorito — un tempo residenza estiva della famiglia e oggi in corso di restauro da parte della nuova proprietà — è stato presentato il libro di Giorgio Pagano “Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza”. L’autore ha dialogato con Daniele Rossi, della Sezione Anpi di Casola in Lunigiana e Fivizzano, e con Carmine Mezzacappa, dell’Associazione Dal Libro alla Solidarietà.

Pagano ha ripercorso il “personaggio” Carando nelle diverse facce e fasi della sua vita: filosofo, insegnante, partigiano, sempre all’insegna della moralità, nel pensiero e nell’azione. Di fronte alla domanda “che cosa si può fare per combattere l’immoralità che domina il mondo di oggi”, l’autore ha insistito sul ruolo della scuola e della cultura: “gli uomini sono immorali quando diventano sudditi disposti a obbedire senza discutere, ma è proprio questo che si può fare nella scuola, come fece Carando: educare alla discussione, al rifiuto dei dogmi e dei pregiudizi, al sorgere della coscienza morale nelle persone”.
La Resistenza, ha proseguito, aveva “una grande fiducia nella vita e nell’umanità”: “sarebbe insensato oggi, come era insensato ieri, avere fiducia in tutti gli uomini: non si poteva averla in Hitler o in Mussolini, così come oggi non si deve averla in Trump e negli oligarchi che vogliono dominare il mondo”. “Ma se — ha concluso Pagano — dopo la schiavitù e la guerra sono venute la liberazione e la pace, vuol dire che possiamo avere fiducia nel buon senso ultimo dell’umanità”. Ennio Carando, “professore quasi cieco che fu ucciso dai fascisti dopo avere voluto andare ai monti, contro i pareri di tutti, per stare in prima linea accanto ai suoi giovani allievi diventati partigiani”, è “un esempio straordinario che ci invita ad avere fiducia”.



