domenica, Luglio 3, 2022
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Visioni della Grande guerra: "They Shall Not Grow Old" e "1917"

Il centenario del Primo conflitto mondiale ha riportato in auge il sanguinoso evento, che segnò l’inizio – secondo lo storico Eric Hobsbawm – di quello che viene definito “il Secolo breve”.
Una guerra primo sintomo di quello che sarebbe stato un periodo storico di conflitti – alcuni diretti, altri indiretti come la Guerra fredda – caratterizzati da un rapido progresso tecnologico in campo bellico, da una continua corsa agli armamenti più all’avanguardia.
Impossibile che l’arte popolare per eccellenza, il cinema, rimanesse impermeabile a questo rinnovato interesse per la Prima guerra mondiale.
Analizzeremo infatti in questo articolo due pellicole, molto diverse tra loro, di recente uscita – una del 2018, nelle nostre sale da questo 3 marzo, l’altra del 2019 e da pochi giorni uscita nei cinema – che hanno per soggetto proprio la Grande guerra: They Shall Not Grow Old di Peter Jackson e 1917 di Sam Mendes.

They Shall Not Grow Old

Un montaggio di filmati di repertorio – tratti da oltre 100 ore di materiale preso dagli archivi dell’IWM (Imperial War Museums) – accompagnato dal commento audio di 120 veterani britannici della Grande guerra, interviste sempre provenienti dall’IWM e dalla BBC.

I filmati sono resi ancora più vivi dalla colorazione digitale, che restituisce la dominante marrone della terra e del fango delle trincee, e dall’immersività della stereoscopia (il film è stato presentato in alcune sale in 3D).
Jackson ha anche sonorizzato i vecchi video muti, facendo doppiare i soldati con alcune battute, tratte dal contesto, e inserendo effetti sonori vari (spari, esplosioni, urla).
Il risultato è un documento unico, che illustra e valorizza al meglio le testimonianze degli ex soldati, raccontando non solo gli orrori della guerra, ma anche i piccoli momenti di svago (le giornate dello sport organizzate dall’esercito, le prime goffe esperienze sessuali nei bordelli francesi) e di cameratismo (anche nei confronti dei prigionieri nemici, in cui riconoscevano ragazzi loro coetanei intrappolati nel loro stesso orrore senza senso).
Peter Jackson confeziona un efficace documentario, che bene riesce a raccontare una guerra “inziata in modo piuttosto ragionevole, con gente a cavallo armata di spada, per poi trasformarsi in qualcosa di disumano” (in guerra di logoramento e in guerra moderna, con l’impiego di armi chimiche e di carri armati).

1917

6 aprile 1917, i soldati inglesi William Schofield (George MacKay) e Tom Blake (Dean-Charles Chapman), di stanza sul fronte francese, vengono incaricati di consegnare una lettera per annullare l’attacco del 2° Battaglione del Devonshire, che rischia di cadere in un’imboscata tedesca.
I due avranno un giorno di tempo per raggiungere il gruppo di commilitoni – di cui fa parte anche il fratello di Blake (Richard Madden) – e fermare la fatale carica.

Sam Mendes (American Beauty, Revolutionary Road, Skyfall), con l’aiuto del bravissimo DOP Roger Deakins (Fargo, Skyfall, Blade Runner 2049), racconta questa epica di guerra attraverso due lunghissimi piani sequenza (in realtà sono più piani sequenza montati insieme, creando un senso di continuità grazie ad escamotage vari, tra cui l’utilizzo di CGI).
Lo scopo principale di Mendes è quello di coinvolgerci in un’esperienza di immersione totale. Per questo sceglie una storia “personale”, al cui centro ci siano due protagonisti, coinvolti nella loro “piccola” missione, con cui poterci immedesimare totalmente. Il suo film si concentra su peripezie personali, vissute in prima persona, non su grandi manovre di guerra dalla narrazione corale.
1917 non è un canonico film di guerra, ma un film d’avventura ambientato nella Grande guerra.
La cinepresa segue costantemente i protagonisti (alle spalle – ricordando a tratti un qualche videogame in terza persona -, di fronte, girando intorno a loro e all’ambiente); una tecnica che crea una costruzione della tensione vicina ai canoni dell’horror (i due che si aggirano per trincee e oscuri tunnel abbandonati, popolati da cadaveri in decomposizione e ratti, dove il pericolo può nascondersi dietro ogni angolo).
1917 è una di quelle pellicole che rappresentano una vera e propria esperienza audiovisiva, un’esperienza da fare nel buio della sala cinematografica.

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