Dopo le fumate nere registrate nei precedenti faccia a faccia, stavolta, dall’incontro tra il sindaco di Aulla Magnani e la cittadinanza albianese, è uscito qualcosa di concreto: l’intenzione comune di recarsi in Provincia per trovare soluzioni al problema Costa.

Questo non significa che ieri sera, nei locali della Cri di Albiano sede abituale degli incontri tra cittadini e istituzioni, sia filato tutto liscio. La sete di notizie e aggiornamenti riguardanti la vicenda dell’azienda ha spinto un gran numero di albianesi a recarsi nella sala designata ad ospitare l’evento, rivelatasi presto troppo piccola per una simile presenza, così si è optato per lo spiazzo all’aperto adiacente all’edificio.

Qui, il primo cittadino ha spiegato il motivo per il quale ha revocato l’ordinanza di inagibilità del capannone A, danneggiato dalle fiamme avvampate la sera del 4 ottobre ed adibito al trattamento dei rifiuti indifferenziati: “Gli enti competenti (Vigili del Fuoco, Asl, Uffici Tecnici Comunali) hanno riscontrato l’agibilità del capannone che così può riprendere l’attività”.

Resta invece in vigore l’ordinanza che vieta il consumo di prodotti ortofrutticoli provenienti dagli orti compresi in un raggio di 400 metri dalla ditta Costa: “L’Asl ha chiesto il parere al Ministero della Salute, siamo in attesa della risposta”. Il sindaco ha poi informato i presenti di voler inserire nel prossimo consiglio comunale un ordine del giorno relativo all’azienda per chiedere la delocalizzazione del trattamento dell’indifferenziato al Cermec di Massa Carrara. Proposta che non è bastata a placare la rabbia e l’esasperazione dei cittadini i quali hanno continuato a chiedere, a gran voce, la chiusura dell’impresa: “Tutti gli enti competenti hanno certificato che la ditta ha una localizzazione incompatibile con l’attività svolta – è intervenuto Moretti, uno dei leader della protesta albianese – non capiamo come mai il primo cittadino, in quanto garante della salute e della incolumità pubblica, non emetta un’ordinanza di chiusura”.

Pronta la replica di Magnani che ha asserito di non poter disporre un’ordinanza contingibile e urgente senza il parere favorevole di Asl e Arpat, dando però la sua disponibilità a recarsi in Provincia assieme alla cittadinanza di Albiano per discutere sulla spinosa questione Costa.

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