Plasma Day a Fivizzano, l'importanza di donare

Ieri siamo stati ospitati presso l’Ospedale di Fivizzano dove si è svolto il “plasma day” organizzato dall’Avis zonale che comprende ben 7 sezioni: Fivizzano, Aulla, Casola, Terrarossa-Licciana, Tresana, Podenzana e Comano.
Una giornata importante in cui il centro trasfusionale rimane aperto a tutti e per l’intera giornata, permettendo di donare plasma anche nelle ore pomeridiane.

Il dott. Stefano Di Roma ci ha raccontato approfonditamente come avviene la raccolta, partendo dal sangue, composto da una parte corpuscolare e una liquida, che viene poi scomposto in 3 componenti essenziali: globuli rossi concentrati, plasma e piastrine. “Con una sola sacca di sangue è possibile aiutare teoricamente fino a 3 pazienti”, ci ha raccontato il dottore.

Con una donazione di plasma (che consiste in una sacca di 720 cc) viene estratta direttamente la parte liquida con una macchina che si chiama “separatore cellulare”. Una volta finita la raccolta, il sangue viene restituito al donatore per tre o quattro cicli di fila.

Il plasma si può donare più frequentemente del sangue: i maschi possono donare sangue ogni 3 mesi, per il plasma invece bisogna aspettare 1 mese dalla donazione di sangue e poi, donando solo sangue, si può donare dopo 14 giorni.

“Qui ci sono donazioni tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 8 alle 11, abbiamo un quantitativo di plasma elevato e superiamo le 900 plasmaferesi inviate all’officina di Pisa”, racconta Di Roma.

Il plasma è una risorsa molto importante che si può usare per uso clinico (es. dopo grandi ustioni) e uno industriale (in cui sacche di plasma vengono stoccate in congelatori controllati soprattutto per quanto riguarda l’efficienza a base periodica). L’industria che si occupa dei derivati, infatti, richiede una lunga lavorazione per il plasma che si può conservare per 2 anni.

“Possiamo fare due donazioni all’ora, circa 45-50 minuti l’una – ci spiega ancora il dottore -. Ogni volta si riempie un questionario in cui si deve dare il consenso ai dati personali e alla donazione; poi si fa una prova dell’emoglobina, una visita medica, si ottiene l’idoneità e poi si può procedere alla donazione: un ciclo sempre controllato che termina ogni mattina con l’invio delle sacche verso l’officina di Pisa che le gestisce”. Le trasfusioni raccolte in più durante il pomeriggio del Plasma Day vengono poi convogliate nelle spedizioni del giorno successivo.

Si può donare a partire dai 18 anni (sono necessari almeno 50kg di peso) affrontando il percorso che parte dall’essere “candidato donatore”, prosegue con l’iscrizione ad una associazione e dopo un breve colloquio, esami del sangue, gruppo sanguigno e virologia si ha tempo un mese per effettuare la prima donazione.

Mario e altri volontari donatori ci hanno raccontato del loro impegno per diffondere alla popolazione la buona pratica della donazione, un’attività che cerca di coinvolgere i neo diciottenni e tutti coloro che sono interessati al grande valore del dono”. “Perché il sangue non lo possiamo comprare”, come ci dice Mario, e non ha prezzo per tutti gli usi che se ne possono fare per aiutare chi ne ha davvero bisogno.

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