Parte oggi la "Disfida del Testarolo": osterie, ristoranti e trattorie si sfidano per il migliore Testarolo della Lunigiana

Quale sarà il migliore Testarolo della Lunigiana? A deciderlo ci prova, ovviamente sotto forma di simpatica tenzone, Confesercenti Toscana Nord che ha organizzato la prima edizione della “Disfida del Testarolo”.
Un’iniziativa che rientra nel progetto di Vetrina Toscana ed è finanziato da Regione Toscana e dalla Camera di Commercio di Massa Carrara. “Il Testarolo è antico prodotto tipico del territorio lunigianese che può essere accompagnato da vari condimenti, dal pesto, al ragù di carne – spiegano il presidente di Confesercenti Massa Carrara Paolo Arpagaus ed il responsabile Adriano Rapaioli – Piatto che contraddistingue un territorio ed i ristoranti che continuano a portare avanti questa tradizione magari con qualche adeguamento ai tempi. Da qui la nostra idea di lanciare una sfida tra i ristoratori della Lunigiana aderenti a Vetrina Toscana, che si cimenteranno in una vera e propria gara del gusto”.
I ristoratori proporranno il piatto con condimenti particolari ed originali, volti a valorizzare la tipicità delle produzioni locali e le antiche tradizioni. Questo il calendario degli appuntamenti: martedì 22 ottobre ore 12,00 Alla Piazza di Sopra (Villafranca in Lunigiana), ore 14,15 Antica Osteria Ca’ del Gallo (Comano); lunedì 28 ottobre ore 12,00 La Nuova Jera (Bagnone), ore 14,45 Trattoria Quinta Terra (Fosdinovo); giovedì 7 novembre, ore 12,00 Osteria Mezza Collina (Mulazzo), ore 13,30 La Luna Brilla (Mulazzo), ore 16,00 Ristorante da Remo (Fivizzano).
Al termine della disfida, un’apposita giuria di qualità composta dal professor Rolando Paganini, lunigianese doc, rinomato chef ed ex docente dell’Istituto Alberghiero, da Alessio Bocconi presidente della Condotta Slow Food Lunigiana Apuana e da Lorenzo Chiappini presidente dell’Associazione Italiana Somelier della provincia di Massa Carrara, giudicherà il piatto migliore.
Concludono Arpagaus e Rapaioli: “La disfida avrà anche un obiettivo di tipo turistico e culturale, quello di andare cioè a promuovere un territorio particolare, ricco di storia, di cultura e di natura, ma non sempre conosciuto dai turisti che visitano la nostra regione. Alcuni esempi di queste ricchezze sono rappresentati dai numerosi castelli e dalle dimore storiche, dalle pievi e dagli indimenticabili itinerari tra gli splendidi borghi. L’idea è anche quella, quindi, di promuovere, accanto alle prelibatezze enogastronomiche, i piccoli borghi storici e le bellezze naturali che caratterizzano questa parte nascosta di Toscana”.

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