I mercoledì del CAMeC: Varchi e rovine ‘future’. Da Walter Valentini a 2001 di Kubrick

Domani, mercoledì 4 ottobre alle 17.30 riprende la serie di appuntamenti infrasettimanali che il CAMeC organizza a corollario delle mostre in corso, in questa occasione la grande esposizione, prorogata al 15 ottobre, dedicata a Walter Valentini, Il rigore della geometria, le fratture dell’arte.
Si tratta dell’inedita e suggestiva lettura proposta da Giordano Giannini, che racconterà le impressioni e gli spunti provati di fronte alle creazioni dell’artista marchigiano e le relazioni che ha individuato con la celeberrima pellicola di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello Spazio, a suggello di un percorso museale imperniato, appunto, sull’immaginario dell’autore, fra siderali astrazioni e materiali tradizionali. Le argomentazioni che andranno a svilupparsi potrebbero suggerire al pubblico come la grande arte – parafrasando il filosofo Vjačeslav Ivanov – abbia sempre bisogno di attingere ai contenuti assoluti, cioè quelli che non dipendono dall‘uomo o dall‘artista stesso, anche quando si esprime con i linguaggi delle Avanguardie, non sempre immediatamente accessibili.

Giordano Giannini, brillante studioso, conosciuto ed apprezzato esperto cinephile, è nato alla Spezia nel 1987. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è iscritto all’Università di Pisa, più specificamente al Corso di Laurea Triennale in CMT (Cinema, Musica e Teatro) e, in seguito, al Corso di Laurea Magistrale in SAVS (Storia e Forme delle Arti Visive, dello Spettacolo e dei Nuovi Media), ultimando entrambi con lode. Per dieci anni ha ricoperto il ruolo di relatore per l’analisi di opere cinematografiche presso istituti scolastici di vario ordine e grado, sale d’essai, centri culturali, organizzazioni non lucrative e di educazione degli adulti. Le sue esperienze comprendono interventi all’interno di manifestazioni letterarie, ricreative, nonché alcuni approfondimenti seminariali, supervisionati dalla prof.ssa Anna Maria Monteverdi, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Nel maggio del 2017 l’Associazione “Richard Wagner” della Spezia gli ha assegnato la Borsa di Studio ‘Richard Wagner Stiftung’ per il Festival di Bayreuth. Fra i suoi interessi: antropologia (es. le opere di Giuseppe Cocchiara, Leo Frobenius), teorie del paesaggio (es. Rosario Assunto, Attilio Mordini), pittura accademica di fine XIX secolo, studi sull’erotismo e l’orientalismo in letteratura. Pubblicazioni: Cinema e giardini. Una lettura iconologica (Pontecorboli Editrice; 2016); “Niente filo né sassi, per orientarsi nel mio labirinto”, articolo incluso nella rivista annuale “Almanacco Pontremolese” (Centro Lunigianese di Studi Giuridici; anno XXXIX); Les espions. Il gioco funesto, saggio breve compreso nel volume collettaneo Henri-Georges Clouzot (Il Foglio; 2014) curato da Stefano Giorgi; recensioni varie per organi di informazione culturale on-line e schede di lettura filmica per Epica, Narrativa, Poesia-Teatro (Gruppo Editoriale Principato; 2013), antologia in tre volumi destinata agli alunni del primo biennio del Liceo Scientifico, redatta da Franca Gavino Olivieri.

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