Mazzoni si scaglia contro l'amministrazione: no cooperativa sociale di tipo B per gestire il Museo delle Stele, ma operatori turistici meritevoli

Il 14 giugno sarà aperto al pubblico il nuovo Museo delle Statue Stele di Pontremoli, che dovrebbe essere gestito da una cooperativa di tipo B. Francesco Mazzoni, consigliere di minoranza del comune di Pontremoli, interviene chiaramente contrariato dalla scelta dell’amministrazione.

“La scelta di una cooperativa sociale di tipo B è un errore grave, frutto della miopia politica e amministrativa di un sindaco e di una maggioranza che non hanno alcun progetto sul turismo a Pontremoli e in Lunigiana.” Ha dichiarato Mazzoni. “Il Museo delle Statue Stele è un’eccellenza, una realtà che potrebbe essere rilanciata e promossa sui migliori e più visibili circuiti turistici nazionali e internazionali. Il nostro Museo del Piagnaro dovrà essere il motore trainante dello sviluppo turistico dell’intera Lunigiana. In questo senso, la scelta del soggetto gestore rappresenta un passaggio decisivo e strategico: una cooperativa sociale di tipo B non ha le caratteristiche per gestire una realtà che richiede alta specializzazione, competenze specifiche, eccezionali professionalità in ambito turistico e culturale.”

“Gestire il Museo delle Statue Stele non può voler dire soltanto aprire e chiudere il castello, pulire le stanze, staccare il biglietto d’ingresso, come pensa il sindaco. Gli aspetti qualificanti della gestione del museo dovrebbero essere: la promozione sul mercato italiano e all’estero, l’accoglienza dei turisti e un’assistenza di qualità all’interno della struttura, progetti di didattica per le scuole, una reale integrazione con l’offerta turistica del territorio.”

Dare spazio alle cooperative sociali di tipo B, quindi, secondo Mazzoni è giusto ma solo in ambiti che rispondano alle finalità proprie di queste realtà.

“Il sindaco e la maggioranza avrebbero dovuto pensare a una gestione unitaria e complessiva del Museo, capace di tenere insieme servizi come pulizia, apertura e chiusura della struttura e servizi che richiedono alta specializzazione, quali assistenza ai visitatori, istituzione di un book shop all’interno del Castello, didattica e soprattutto promozione. La procedura per la scelta del soggetto gestore avrebbe dovuto garantire a tutti gli operatori del settore turistico la possibilità di partecipare. Solo attraverso l’apertura e la concorrenza è possibile individuare chi ha le qualità per offrire il servizio migliore.”

“Per garantire lavoro a pochi, si fa, ancora una volta, una scelta al ribasso, che nel medio e nel lungo periodo penalizzerà Pontremoli e la Lunigiana. Viceversa, puntando seriamente sulla qualità e sulla promozione del territorio, in prospettiva, crescerebbero benessere e opportunità per tutti.”

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