mercoledì 28 Settembre 2022

Mastrini, Autolinee Toscana taglia 4 milioni di chilometri di corse: “Disagi in Lunigiana”

“L’inaugurazione dei sette nuovi bus di Autolinee Toscane, il nuovo gestore del trasporto pubblico locale, stride terribilmente con la realtà che il servizio e soprattutto gli utenti si troveranno, di qui a poco, ad affrontare”.

A dichiararlo è il sindaco di Tresana ed esponente di Forza Italia, Matteo Mastrini, che prosegue: “Da giugno infatti AT ha in programma la riduzione di 4 milioni di chilometri di percorrenza dei suoi mezzi (ma sarebbe più corretto dire nostri), che riguarderanno le province di Massa Carrara e Grosseto. Ciò dipende dal fatto che Regione Toscana ha previsto di coprire i nostri 2,5 milioni di chilometri solo per la metà: dei restanti 1,250 milioni saranno appaltati, come lotto debole, circa 840 mila chilometri e gli altri 370 mila saranno tagliati, quasi tutti in Lunigiana (come sempre).

I francesi di AT, che saranno assistenti tecnici della Provincia nella gara del lotto debole, non danno garanzie sulla loro partecipazione e si riservano di valutare se di interesse della società. E i cittadini della Lunigiana quindi? Non interessano perchè deboli? Parole che hanno un significato preciso: le zone periferiche e marginali della nostra area saranno oggetto di un taglio lineare, a danno, come sempre, di anziani e persone fragili, ma non solo. Pensiamo ad esempio al periodo estivo ed al livello di logistica e di risposte che la Lunigiana dovrebbe essere in grado di offrire: quali servizi trova e troverà chi arriva in treno?

La miopia di queste misure rischia non solo di privare di ulteriori diritti chi già ne ha pochi, ma anche di vanificare gli sforzi di chi ha investito in Lunigiana. Infine, ma non per importanza, emerge la questione dei lavoratori: con il taglio di numerose linee, definite dalla Regione e da Autolinee Toscane deboli, gli autisti del trasporto pubblico che fine faranno? Saranno costretti ad allontanarsi dall’abituale luogo di lavoro per essere trasferiti in zone lontane? Si tratta di circa 30 persone, che non conoscono ancora il loro futuro.

E’ evidente come questa nuova gestione porti con sé, a fronte di un contratto extra lusso, un costo sociale importante: per gli utenti abituali, per i turisti, per i lavoratori e per l’economia della Lunigiana. Chissà se i tanti che hanno annunciato con toni trionfalistici l’inaugurazione dei nuovi bus (per la città) saranno altrettanto solerti nell’individuare le soluzioni al taglio di 4 milioni di chilometri del trasporto pubblico locale, o se le conseguenze di questa follia saranno scaricate, come al solito, sui cittadini.I

nfine una riflessione di carattere sociale – conclude Mastrini- le nostre tratte sono state definite deboli e in quanto tali sono diventate un peso per il gestore. Forse qualcuno si è dimenticato che si tratta di un servizio pubblico e che, come tale dovrebbe avere carattere di universalità. Essere definiti deboli invece viene assimilato all’idea di inutilità e di conseguenza diventa motivo di taglio lineare senza alcun rispetto per chi, nelle zone periferiche e marginali, ci vive. Si chiamano diritti di cittadinanza. Dei quali ancora una volta rischiamo di essere privati”.

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