Mastorci (Cisl), lavoratrici Cup: “necessari interventi dell’Ispettorato del Lavoro e della Asl”

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Immagine di repertorio

“Ancora una volta dobbiamo lanciare l’allarme sulla qualità del lavoro delle operatrici Cup della Asl Toscana Nord Ovest: sottopagate da contratti al ribasso applicati in seguito ai vari cambi di appalto, inquadrate in un livello professionale non confacente con le mansioni svolte ( 3° livello del contratto Multiservizi/Pulizie ) e bistrattate da una condotta aziendale che nulla ha a che vedere con lo spirito delle cooperative ma mirano esclusivamente al profitto. Invadono i territori e spremendo lavoratrici e lavoratori si fanno ricche”. A dichiararlo è il segretario Cisl Fp (Funzione Pubblica) Toscana Nord Enzo Mastorci.

“E’ necessario – prosegue – un intervento dell’Ispettorato del Lavoro per verificare le ore lavorate da alcune lavoratici a discapito di chi, al contrario, vede progressivamente contrarsi il proprio orario di lavoro.

E’ necessaria una ‘vigilanza attiva’ della Asl che non può acconsentire che il servizio di front office sia svolto in condizioni tanti precarie. Precarie nelle postazioni di lavoro spesso (quasi sempre) non conformi agli standard qualitativi richiesti dalle normative vigenti, insufficiente le misure di sicurezza delle lavoratrici.

Questo è quanto di peggio ? No – afferma Mastorci – perché molte lavoratrici sono state penalizzate da aumenti di ore molto limitate mentre altre hanno avuto un aumento delle ore lavoro. Oltre al danno subito è arrivata anche la beffa perché le nuove assunzioni sono fatte con agenzie interinali.

Ma non è finita perché a coloro che già sono state penalizzate dallo scarso aumento delle ore sono state anche ridotte o eliminate anche le ore di servizio supplementare.

Ci domandiamo se è ancora tollerabile che un servizio di cosi grande importanza per la Asl sia svolto in condizioni di precariato tale. E’ necessario un intervento della Asl ed è quanto mai necessario e non più rinviabile l’internalizzazione del servizio che metta fine a questo ‘cannibalismo’ organizzativo.
Per quanto ci riguarda – conclude – non è più rinviabile l’azione legale”.

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