sabato 1 Ottobre 2022

Con Greetings from Aulla Alessandro Trapezio tiene la riflessione viva

L’occasione è data. A un anno da The Wall \\ Saluti da Aulla, grazie alla combinazione di “constatazioni inevitabili” con l’invito in mostra da parte della delegata locale alla cultura, Alessandro Trapezio torna con un’altra “prova di coscienza”. Una richiesta sentita, mossa a sé stesso e alla comunità tutta, dall’annotazione amara seguita all’operazione già compiuta. Un’operazione che certamente coinvolse gran parte del Comune, come dimostrò la partecipazione numerosa, ma ancora senza una produzione di senso duratura e continua.

Per Trapezio, infatti, poco si è fatto nella costruzione di quelle che dovrebbero essere oggi le fondamenta, non solo artistiche, ma culturali e sociali della città. Negli ultimi anni non c’è stata creazione di spazi (che da tempo mancano), non sembra esservi una programmazione vera sul tema, non sembrano esserci idee che possano guardare in prospettiva. Si è parlato, infatti, anche di questo, l’anno scorso nella gremita Sala Tobagi di Aulla: attorno ad un’installazione fotografica e simbolica che svelando, per grandi manifesti, lungo il dismesso cinema, la metamorfosi epocale della città mirava (e mira) a spronare la comunità per superare l’apparente disamore o l’apparente noncuranza e, più di questo, una certa, radicata chiusura alla complessità.

Oggi, cogliendo l’occasione della collettiva, l’autore tiene viva la riflessione accostando ciò che la città è a ciò che la città era. L’invasività dell’opera si riduce, si assottiglia: il progetto fotografico si propone in sole cartoline ora. Il linguaggio è conservato, per non perdere la nota ironica necessaria alla critica, ma accentuato ora da un’emotività forse altrettanto necessaria a portare avanti la strada avviata, ma scarsamente percorsa. Non manca la nota polemica o, meglio, delusa, espressa con quelle parole esse stesse in mostra e con una poesia che invita ad una rivoluzione interiore-interna che sia profonda e integrata. Al centro l’opera che, sfruttando le immagini offerte da Google Street View, rivede persino sé stessa. Dallo strumento che svela una contraddittorietà non immaginata, nell’essere fermo pur immerso nel vortice del rapido divenire della contemporaneità, Trapezio ripercorre ancora la città, ancora lungo fiume, per accostare la visione presente all’antica (e perduta).

Google Street View, fermo infatti a quel 2011, anno dell’alluvione, senza saperlo è oggi “scatola dei ricordi” dai quali attingere per ripensare l’ambiente attuale a partire da ciò che non più esiste, ma resiste mnemonicamente e pertanto può farsi, nel riconoscimento, funzionale. L’operazione involontaria di nostalgia compiuta dalle nuove tecnologie è perciò sfruttata dall’autore per tradurre quei frame in cartoline dal carattere più malinconico, ma dall’impatto altrettanto forte. Non più manifesti impossibili da ignorare, ma piccoli potenti contrasti che risvegliano emozioni e memorie, in una dimensione più intima e, ancora in chiave nostalgica, accentuata dalla scelta dell’espositore. Al livello provocatorio-visivo della prima parte si unisce dunque ora un livello sentimentale: una riduzione necessaria ad un’esplorazione-indagine che, per natura, richiede sempre l’accostamento di parti molto diverse affinché si comprenda lo stato reale delle cose – dei luoghi e di quella relazione persistente -, integrando ciò che è esigenza, reale, con ciò che è (o appare) urgente.

Anche per questo il progetto si trasforma, facendo propria la regressione in nome dell’evoluzione e cambiando nome, mantenendo la forza del ruolo assegnatosi sin dall’origine. Oggi Greetings from Aulla, Italy, all’inglese, ci parla ancora di un’involuzione, compiendo l’ambiziosa operazione di riflessione sulle vicinanze appunto involutive ed esclusive non solo di una piccola cittadina di provincia, qual è Aulla, ma dell’intero Paese. Dimensioni diverse raccontano di uno stesso approccio promosso per chiusure e sensazioni effimere. La parte per il tutto e il tutto da ripensare.

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La mostra (Obiettivi Di_Versi) resterà aperta sino al 30 novembre.
La riflessione proseguirà oltre.

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