venerdì 7 Ottobre 2022

Lunigiana, denunciate due persone per incendio boschivo: bruciavano le sterpaglie e hanno perso il controllo delle fiamme

Nel pomeriggio di giovedì scorso due incendi boschivi in Lunigiana hanno causato allarme e apprensione. Il primo incendio si è sviluppato poco dopo mezzogiorno a Montefiore nel comune di Casola in Lunigiana, partito da un oliveto dove un pensionato era intento a ripulire il suo terreno, utilizzando il fuoco per smaltire il materiale vegetale. Quanvigili del fuoco che si sono portati sul posto insieme alle squadre dell’Unione dei Comuni. Il personale intervenuto ha dovuto faticare non poco prima di riuscire a controllare le fiamme. Le operazioni sono terminate intorno alle 18,30 ed il fuoco ha percorso quasi un ettaro di terreno tra terreni coltivati, incolti e bosco.
La stessa situazione si è ripetuta verso le 15 a Pian del Monte di Zeri. Anche qui sono intervenuti vigili del fuoco, Unione dei Comuni e tre squadre di volontari. In questo caso le fiamme hanno interessato circa 15.000 metri quadrati di bosco di alto fusto e l’intervento si è chiuso verso le ore 18.
I carabinieri forestali hanno svolto i primi accertamenti sul posto ed acquisiti tutti gli elementi provvederanno a denunciare alla Procura di Massa i due cittadini che hanno commesso un duplice reato.
Infatti, oltre ad avere causato un incendio boschivo con il loro comportamento imprudente, hanno violato il divieto di uscire di casa imposto dal Governo per limitare la diffusione del Coronavirus. Questo divieto può essere derogato solo per motivi ben precisi e la coltivazione a livello amatoriale dei terreni non rientra certo tra i casi previsti. “Raccomandiamo per questo – affermano i carabinieri forestali – a tutti gli agricoltori ‘dilettanti’ di restare in casa sino a che la situazione dell’epidemia non consentirà a tutti di riprendere le normali attività.
Quanto avvenuto dimostra la situazione di rischio per gli incendi boschivi presente sul nostro territorio per il protrarsi di tempo stabile e senza piogge che ha caratterizzato le ultime settimane. Proprio per questo la Regione Toscana ha istituito il divieto di accensione di fuochi all’aperto dal 21 al 31 marzo 2020. Pertanto fino alla fine del mese, salvo ulteriori proroghe, è vietato qualunque abbruciamento di materiale vegetale; i trasgressori sono passibili di sanzioni amministrative (da 240 euro fino a 2.066 euro nel caso di accensione in bosco) e di denuncia penale se dal fuoco si sviluppa un incendio.
Va anche considerato – concludono – che tutte le istituzioni, tra cui i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, sono impegnati per fronteggiare l’emergenza Covid-19, quindi è ancora più importante che tutti i cittadini abbiano comportamenti responsabili, rispettando le norme di legge ed evitando attività che possano creare allarme e richiedere interventi d’emergenza”.

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