"Il senso della meraviglia", l'altare della Chiesa di San Martino – Antagnod

Sarà presentato da Valerio Cremolini alla presenza degli autori, questo pomeriggio, venerdì 26 maggio, alle ore 17.00, nella sala del Carpenino al piano terra del Museo Civico Etnografico Giovanni Podenzana, uno degli ultimi studi, e il conseguente volume della nota storica dell’arte Mara Borzone “Il senso della meraviglia”. La ricerca, portata avanti in Val d’Aosta, insieme al restauratore Piermauro Reboulaz, si incentra su di un imponente macchina d’altare presente nella chiesa di San Martino ad Antagnod.

L’evento realizzato con la collaborazione della Delegazione FAI della Spezia si ricollega alla mostra Antiche case della Valsesia. Frammenti di un passato quotidiano, tenutasi presso il Museo Etnografico da ottobre a dicembre 2016, in quanto l’autore dell’altare era valsesiano, precisamente di Campertogno. Inoltre, esso prelude alla visita della Delegazione spezzina alla Delegazione FAI di Novara prevista per il prossimo autunno, occasione durante la quale un pezzo del nostro territorio sarà messo in mostra grazie all’opera dell’artista Igo Salvadori.

Il programma prevede in apertura i saluti di don Cesare Giani, Direttore Museo Diocesano La Spezia Marinella Curre Caporuscio, Capo Delegazione FAI La Spezia Giacomo Paolicchi, Conservatore Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana”. Gli interventi invece saranno di Valerio Cremolini, Critico d’arte, Mara Borzone, Storico dell’arte, Piermauro Reboulaz, Restauratore

Lo studio si occupa della ricostruzione della storia dell’altare maggiore della chiesa di S. Martino ad Antagnod (Ayas, Aosta) consacrato nel 1716, grazie ai documenti dell’Archivio Parrocchiale e a studi precedenti. La sua forma attuale deriva da una serie di interventi durati cinque secoli: all’inizio del XVI secolo gli abitanti di Ayas acquistarono (o forse, ricevettero in dono) un flügelaltar, ossia un altare con gli sportelli, formato da una cassa che conteneva cinque statue in legno di tiglio colorate e dorate. Poco prima del 1701 il flügelaltar fu smontato e le cinque sculture riposizionate in un grandioso retablo barocco diviso in tre ordini e completato da un fastigio. Il retablo, iniziato forse nel 1708 e consegnato nel 1713, è opera di Giuseppe Gilardi da Campertogno in Valsesia. Nel 1831 il parroco Dandrès, autore del rifacimento della chiesa, conferì a Carlo Del Ponte e a Giacomo Badarelli, di Campertogno, l’incarico di argentare le nubi, costruire due nuovi gradini, marmorizzare le basi delle sculture, sostituire i pezzi mancanti e riprendere i colori delle sculture. Nel 1857 Del Ponte realizzò anche il tabernacolo girevole e i quattro bassorilievi che lo affiancano; nel 1887, infine, Giovanni Comoletti scolpì sui due gradini dell’altare il Tantum ergo in caratteri neogotici, secondo la tendenza di cui fu maestro indiscusso in Piemonte e Valle d’Aosta. L’altare di Antagnod, per la complessità, la qualità e lo stato di conservazione, è una delle espressioni del barocco più alte non solo in Val d’Aosta, ma anche in Piemonte e Savoia. Il restauro dell’altar maggiore di Antagnod è stato effettuato da Piermauro Reboulaz tra il 2009 e il 2011, permettendo di individuare dati utili per la lettura dell’altare.

Gli autori. Mara Borzone (1951), laureata in Lettere (indirizzo storia dell’arte) a Genova nel ‘74 e diplomata alla Scuola di Perfezionamento in Storia dell’Arte e Archeologia nel ’78, dal ’76 al 2009 ha insegnato storia dell’arte in istituti superiori di Genova, Chiavari e La Spezia. Ha curato mostre, eventi, convegni e pubblicazioni; dall’84 scrive per la rivista Juliet (Trieste), presenta mostre e artisti, è la critica della galleria Il Gabbiano della Spezia, specializzata in Fluxus e Poesia Visiva. Ha insegnato in corsi di formazione e aggiornamento per docenti, ha curato la Collezione d’Arte Contemporanea della Prefettura della Spezia (cat. 2010), dal 2002 tiene corsi all’Università Popolare della Spezia e dal 2004 al 2007 è stata Assistente alla Direzione Artistica del CAMeC (La Spezia), sotto la direzione di Bruno Corà. Piermauro Reboulaz (1966), diploma professionale di Mobiliere Ebanista, si è specializzato in Restauro delle opere d’arte in legno presso la scuola dell’ex Monastero della Trinità di Botticino (Brescia). Vive e opera principalmente in Valle d’Aosta, ha effettuato campagne di restauro ed interventi su beni storico-artistici della Basilicata, nelle province di Brescia e Trento, nel centro storico di Genova. Dal 1989 scrive a firma PmReb per il giornale delle sezioni valdostane del CAI Montagnes Valdôtaines, mentre articoli di restauro sono apparsi sul Bollettino della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione Valle d’Aosta e sulla rivista Kermes.

Si ricorda che l’ingresso è gratuito.

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