"Lasciati con i nostri figli fuori al freddo", la protesta della mamma

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una mamma che ha iscritto la propria figlia alla scuola media IC Baracchini di Villafranca e che racconta di quanto accade prima dell’inizio delle lezioni, quando lei e altri genitori sono costretti ad aspettare, al freddo, coi propri figli il suono della campanella per poterli fare entrare a scuola, mentre chi arriva con lo scuolabus può entrare tranquillamente prima dell’ora prevista per l’entrata.

Gentile Redazione,

Vi scrivo per segnalare l’ennesima “bizzarria” verificatasi alla Scuola Media Istituto Comprensivo F.T. Baracchini di Villafranca in Lunigiana per mano del Preside Roberto Cecchi.

Premetto che io sono una madre single, come tutte noi faccio i salti mortali per seguire al meglio mia figlia, il lavoro e tutto quello che ci permette di condurre una vita dignitosa.

Ormai troppo spesso mi rendo conto che l’istituzione scolastica, ci lascia soli e ci ostacola. L’ultimo episodio si è verificato qualche giorno fa, quando ho accompagnato mia figlia a scuola e non l’hanno fatta entrare nella struttura perché ancora non era suonata la campanella delle 8 (faccio notare che mancavano solo 15 minuti). Così, io ed un gruppetto di altri genitori ci siamo trovati fuori al freddo, impazienti dato che diversi di noi alle 8 iniziano a lavorare.

Siamo rimaste ancora più meravigliate quando abbiamo visto arrivare i pulmini della scuola ed i ragazzi scendere ed entrare al volo dentro le loro aule davanti agli occhi dei loro compagni meno fortunati costretti ad aspettare fuori.

Allora ci chiediamo perché loro possono e i nostri figli devono aspettare?

La motivazione addotta è una questione di responsabilità della scuola, per i ragazzi del pulmino è responsabile per gli altri no.

Questa discriminazione mi sembra sbagliata e diseducativa.

Ormai siamo abituate alle “stravaganze” del Dott. Cecchi.

Ricordo il divieto di fare foto ai nostri figli durante recite o eventi (per una questione di privacy), l’abolizione di molte attività axtra-scolastiche, il divieto di poter prendere la corriera per tornare a casa, quindi noi genitori dobbiamo necessariamente lasciare il lavoro e andarli a prendere all’una precisa, a meno che non ci siano nonni o parenti disponibili. Purtroppo non tutti hanno questa fortuna.

La scuola non è un parcheggio per i figli, ma almeno in certe piccole occasioni, dovrebbe dare l’esempio e non discriminare.

Tutto l’impegno che il Preside Cecchi mette nel “tutelarsi” potrebbe essere canalizzato in miglior modo, con gite o attività che insegnino ai nostri figli lo stare insieme e non separati, alcuni dentro altri fuori.

Una cattiva gestione con il tempo diventa una indigestione.

Una mamma scontenta.

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