L'Europa inizia a Lampedusa

La Repubblica riconosce il giorno 3 ottobre Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, per ricordare chi “ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”. Recita così l’articolo 1 della legge 21 marzo 2016, n. 45, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n.76 del 1° aprile 2016, che istituisce la ricorrenza.

In occasione della Giornata nazionale, stabilisce l’articolo 2, sono organizzati su tutto il territorio nazionale cerimonie, iniziative e incontri per sensibilizzare l’opinione pubblica alla solidarietà civile, al rispetto della dignità umana e del valore della vita, all’integrazione e all’accoglienza. Sugli stessi temi le istituzioni, nei propri ambiti di competenza, promuovono iniziative nelle scuole, anche in coordinamento con associazioni e organismi di settore.

La legge è entrata in vigore il 16 aprile dello scorso anno.

La tragedia di Lampedusa, come si può leggere su Wikipedia, è stata il naufragio di una imbarcazione libica usata per il trasporto di migranti avvenuto il 3 ottobre 2013 a poche miglia dal porto di Lampedusa. Il naufragio ha provocato 368 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la pongono come una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo. I superstiti salvati sono 155, di cui 41 minori (uno solo accompagnato dalla famiglia).

L’imbarcazione era un peschereccio lungo circa 66 piedi (20 metri), salpato dal porto libico di Misurata il 1º ottobre 2013, con a bordo migranti di origine africana provenienti dall’Eritrea. La barca era giunta a circa mezzo miglio dalle coste lampedusane, poco lontano dall’Isola dei Conigli, quando l’assistente del capitano ha gettato a terra una torcia infuocata, che è caduta davanti a lui, in mezzo alla gente, in una pozza di gasolio. Ha cominciato così a svilupparsi un incendio. La barca ha girato su se stessa tre volte prima di colare a picco.

Il capitano dell’imbarcazione, il tunisino di 35 anni Khaled Ben-salam, risulta essere stato precedentemente espulso dall’Italia nel mese di aprile del 2013 ed è stato posto in stato di arresto per il sospetto di aver causato il naufragio dell’imbarcazione e accusato di omicidio colposo plurimo. Egli si è tuttavia dichiarato un semplice “passeggero”, e non membro dell’equipaggio. I superstiti del naufragio sono stati inseriti nel registro degli indagati e accusati di reato di clandestinità per essere entrati illegalmente in Italia, secondo le leggi sull’immigrazione vigenti al momento del disastro.

Nei cortei studenteschi organizzati l’11 ottobre 2013, numerosi sono stati i cori di protesta contro la legge Bossi-Fini, numerose sono state le critiche in particolare alle leggi in vigore in Italia, come anche la legge Turco-Napolitano e il decreto Maroni, e da molte parti ne è stata richiesta l’abrogazione o la riforma.

Ieri alcuni dei sopravvissuti al 3 ottobre 2013 hanno incontrato alcuni studenti che hanno preso parte al progetto del Miur a Lampedusa, oggi marceranno assieme a Porta d’Europa dopo aver cantato, nei giorni scorsi, alcune canzoni africane, del Mali e di tutto il mondo. Tra i progetti che sono stati realizzati durante i giorni scorsi, anche un workshop sull’ #hatespeech. L’Europa, inizia davvero a Lampedusa.

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