Adroterapia, pubblicato il Decreto che la inserisce nei Lea (livelli essenziali assistenza)

“Oggi l’Adroterapia, cura per i tumori radio resistenti alla radioterapia tradizionale e non operabili, entra a far parte delle terapie offerte dal Sistema sanitario nazionale: lo prevede il Decreto ministeriale sui nuovi Livelli Essenziali d’Assistenza, pubblicato in Gazzetta Ufficiale”. L’Adroterapia è una forma avanzata di radioterapia, che al posto dei raggi X e degli elettroni, utilizza fasci di protoni e ioni carbonio: i fasci sono capaci di spezzare con maggiore forza il Dna delle cellule tumorali e impedire loro di riprodursi.

“Fino a oggi le cure con Adroterapia erano erogate solo all’interno del Sistema Sanitario Regionale di Lombardia e Emilia Romagna. I pazienti provenienti da altre Regioni potevano accedere alle cure solo dopo l’autorizzazione della propria Asl”.

La soddisfazione del Presidente del Cnao: “Nel nostro Paese ci sono almeno 4500 pazienti oncologici ogni anno che necessitano dell’adroterapia come migliore risposta terapeutica alla loro malattia – afferma Erminio Borloni – la Fondazione Cnao, Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, ha già trattato con Adroterapia oltre 1200 pazienti italiani e stranieri. È uno dei soli sei centri al mondo capaci di effettuare trattamenti di adroterapia sia con protoni che con ioni carbonio”.

Il Decreto sui nuovi Lea prevede trattamenti di adroterapia (protoni e ioni carbonio) per dieci tipi di tumore. I fasci di protoni e ioni carbonio sono prodotti da un acceleratore di particelle (sincrotrone), simile a quelli del Cern di Ginevra, alla cui realizzazione hanno lavorato seicento aziende e a cui hanno collaborato numerosi enti tra cui Infn (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), le Università di Pavia e Milano, il Politecnico di Milano e il Cern di Ginevra.

“Venerdì 31 Marzo, grazie all’impegno delle Comunità delle valli di Bigliolo – ha affermato Matteo Mastrini -, visiteremo il Cnao. La partenza è prevista alle  ore 5.45 da Aulla ed il rientro in serata. Sarà un’occasione per conoscere questa realtà che potrebbe regalare una nuova speranza di vita a chi soffre”

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