Dalle Apuane al palazzo di giustizia

Sarà la magistratura a decidere le sorti della cava di marmo Castelbaito Fratteta, nel Comune di Fivizzano (MS). Il GrIG (Gruppo Intervento Giuridico), l’associazione ecologista da sempre in prima linea nella difesa del Parco naturale regionale delle Alpi Apuane ha presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa un esposto, relativo alla coltivazione della cava. Si fa riferimento all’attività estrattiva della Marmi Walton Carrara srl e per la quale l’Ente Parco aveva già disposto la sospensione nel 2015, a causa della mancata attuazione di specifiche attività e prescrizioni, come l’allontanamento dei detriti, il divieto di scarico nei ravaneti, la pulizia dei piazzali. E sebbene un’ordinanza del Consiglio di Stato abbia sospeso la decisione del Tar di convalida del blocco dell’attività fino all’udienza definitiva del 24 novembre, il divieto di scarico dei detriti nei ravaneti, deve comunque essere rispettato. La documentazione fotografica allegata all’esposto, attesta proprio il contrario.

L’inserimento nella rete Europea Natura 2000 (direttiva 92/43 CEE e 9/147 CEE) è la dimostrazione dell’importanza paesaggistico – ambientale dell’area, legata anche alla presenza di rari organismi vegetali e animali, ma non è sufficiente a fermare lo scempio che di queste zone, privati e amministrazioni locali compiono quotidianamente, tanto da averne crudelmente modificato la morfologia.

La cattiva gestione delle cave è legata anche all’aspetto economico, ne è una conferma, l’apertura di un’indagine da parte della Procura regionale della Toscana per la Corte dei Conti a marzo del 2016. Oggetto dell’inchiesta, i canoni di concessione, le tasse sui marmi estratti e la mancata caducazione delle concessioni delle cave inattive. Al momento riferita al solo comune di Massa, potrebbe tuttavia, secondo il GrIG, estendersi anche ad altri ambiti.

Fondamentale l’impegno del Gruppo, diretto a tenere alta l’attenzione delle forze dell’ordine, della magistratura e dei cittadini. Numerosi gli esposti presentati tramite la sua coordinatrice, la Professoressa Franca Leverotti, a cominciare da quello relativo all’inquinamento dei corsi d’acqua delle Apuane provocato dalla marmettola, o la richiesta di valutazione ambientale della nuova viabilità, nella zona del Borla e del Sagro e ad uso esclusivo delle cave. Diversi ricorsi inoltrati anche alle istituzioni comunitarie e al Presidente della Repubblica per la presenza, all’interno del PIT (piano di indirizzo territoriale), di norme che favoriscono l’eccessiva attività estrattiva.

L’attività di monitoraggio, segnalazione e denuncia del GrIG, è stata determinante anche per l’apertura di un’altra inchiesta della Procura di Massa e del Corpo Forest07ale, per gravi violazioni paesaggistiche e reati di inquinamento.

A fronte del totale disinteresse mostrato nel corso degli anni dalle amministrazioni locali competenti, un segnale di cambiamento arriva dalla chiusura della Cava Valsora. Il Parco naturale regionale delle Alpi Apuane ha negato la proroga della pronuncia di compatibilità ambientale (determinazione n. 2 del 12 febbraio 2016), assunta al termine del procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) nel 2010, per l’attività estrattiva del marmo, da parte della Ditta Marmi e Trasporto Merci PTC.

Simona Folegnani

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