Lunigiana: va in pensione la dottoressa Monali Daniela

Trentotto anni di carriera e oltre quindici come responsabile del Servizio Tossicodipendenze della Lunigiana per la dottoressa Monali Daniela, da oggi in pensione dopo una lunga e felice attività come psicoterapeuta. Di origine zerasca, dopo il diploma al Liceo Scientifico di Villafranca e la laurea in psicologia a Padova, ha sempre lavorato in zona, ottenendo nel tempo notorietà e stima.

Dopo il tirocinio in neuropsichiatria infantile a Pisa, la sua attività la porta infatti – a fine anni Settanta – a Massa, dove lavora come psicologa del Servizio Consultoriale, prima per il Comune poi per l’ASL della provincia. Già allora emerge il suo interesse per quello a cui sempre si è dedicata: la salute del bambino, dell’adolescente e della famiglia del 2014 l’ultima specializzazione conseguita in psicoterapia psicoanalitica al Centro Studi Martha Harris del capoluogo della Toscana). A inizio anni Novanta, il ritorno in Lunigiana e, più precisamente, al Ser. T. di Aulla: è qui che ha costruito la sua “seconda casa”, prima da psicologa poi da responsabile, con una parentesi a capo del Coordinamento dipartimento Dipendenze per l’ASL della provincia. Un’esperienza faticosa, forse, ma bella, salutata con affetto e riconoscenza da Riccardo Varese e Rosanna Vallelonga, rispettivamente presidente e direttore della Società della Salute della Lunigiana, che hanno voluto ringraziarla: “per il percorso comune, umano e professionale” e “per un rapporto di collaborazione che è stato proficuo e foriero di soddisfazioni nell’affrontare le tematiche  – qui così diffuse – della marginalità sociale”. Entrambi hanno voluto sottolineare come “la dottoressa Monali sia stata parte attiva nella creazione del servizio per le dipendenze, con un particolare riguardo alla prevenzione giovanile sia nelle scuole che nei luoghi di aggregazione”.

Luoghi di aggregazione come il Centro Polivalente “Icaro” a Costamala di Licciana Nardi, che su spinta di Daniela Monali ha potuto vedere la luce e che è ormai diventato punto di riferimento per i giovani e gli adolescenti della valle. Uno dei tanti progetti costruiti e realizzati con devozione, di concerto con una squadra che l’ha sempre affiancata con serietà e passione – come è accaduto con l’Associazione Centro Studi Martha Harris, di cui la Monali – insieme ad altri – è socio fondatore. Lavoratrice “instancabile – sottolineano, infatti, anche Vallelonga e Varese – nella sua attività ha saputo concretizzare la più ampia partecipazione dei soggetti che la coadiuvavano, con la creazione di un gruppo di lavoro molto coeso e preparato”. Gruppo di lavoro da oggi affidato al dottore e psichiatra Giuseppe Panico, che le subentra nel ruolo e al quale Varese e Vallelonga augurano buon lavoro. A Daniela Monali, “in qualità di amici sinceri”, rivolgono invece un caloroso saluto e a questo ci uniamo certi che sapremo trovarla presto impegnata in un nuovo progetto.

“La sentenza di oggi (ieri ndr.) rappresenta un momento importante per individuare tutte le responsabilità, anche ai livelli più alti”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, commenta la sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Lucca sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio.

“Una vera tragedia – prosegue – che sarà ricordata anche nel tempo, e niente, credo, potrà sanare la ferita arrecata alle famiglie coinvolte, 32 le vittime, e alla città intera. Per quanto questa sentenza risponda alla necessità di giustizia, nessuno potrà confortare fino in fondo o ripagare le persone e un intero tessuto sociale così tragicamente toccati”.

“La Regione Toscana si è costituita parte civile e ha fatto la sua parte, ascoltando le richieste delle famiglie e intervenendo nella fase della ricostruzione. Quando da assessore alla sanità – ricorda Rossi – mi occupai di questa dolorosa vicenda, mi trovai di fronte all’intricata situazione normativa che regola il trasporto merci su ferro e rispetto al quale la sicurezza è messa in secondo piano, mentre le ragioni del profitto e del business stanno al primo posto. Abbiamo ottenuto – continua – la riduzione della velocità dei treni merci nei centri abitati, ma con amarezza constatiamo la permanenza di mezzi inadeguati e non controllati che nel settore delle merci circolano in giro per l’Europa. È bene che la giustizia faccia il suo corso – conclude Rossi – ed è altrettanto importante che si continui a chiedere più prevenzione.”

Poste, la CGIL denuncia: 54 porta lettere a rischio e disservizi nei piccoli comuni

Posti di lavoro a rischio, per la precisione 54, e un servizio di consegna della posta ordinaria a giorni alterni, senza considerare i paesi a bassa densità abitativa i cui abitanti rischiano di vedersi recapitata la posta ogni 6 giorni in caso di giorni festivi infrasettimanali. Questi alcuni dei rischi del piano di riorganizzazione di Poste Italiane denunciati dalla CGIL provinciale e dal SLC CGIL regionale, che si occupa del settore postale. Piano che dovrebbe prendere il via a inizio marzo, affermano dalla CGIL.

Mentre a Massa, Carrara, Aulla e Pontremoli – comuni che contano 146,895 utenti – la posta arriverà a giorni alterni, con la garanzia però del recapito di raccomandate, nei comuni più piccoli si rischiano forti disservizi anche a causa della paventata riduzione degli uffici postali. A farne le spese saranno 52.500 cittadini, spiegano dalla CGIL, senza contare i circa 180 portalettere considerati “in eccedenza” dal piano delle Poste. Dal sindacato denunciano che il 30% di loro sarà collocato in una lista non in esubero, spostato su tutto il territorio provinciale fino alla copertura delle necessità degli uffici postali locali, e il resto del personale ricollocato fuori provincia.

Dopo lo sciopero organizzato il 4 novembre l’azienda si era seduta al tavolo delle trattative con i sindacati, che spiegano però di non essere ancora giunti ad un accordo, anche se sono riusciti a prolungare i tempi di attuazione del piano di riorganizzazione fino a fine febbraio. Nel frattempo continua il dialogo con Poste Italiane e Regione – dove dalla CGIL spiegano che sarebbe stato già raggiunto un accordo di cui non conoscono i contenuti per la chiusura di alcuni uffici postali – e a breve sarebbe in preparazione un nuovo sciopero del settore per richiamare l’attenzione su un disservizio che rischia di penalizzare i paesi a rischio spopolamento e molti lavoratori anche in Lunigiana.

Il famoso ‘Sbarco dei Pirati’ di Cadimare, il più atteso evento estivo da tutta la provincia e limitrofi, quest’anno non ci sarà. Ne danno notizia, direttamente sui social, sulla pagina Fb ufficiale dello sbarco, gli organizzatori, tramite un comunicato stampa:

“L’associazione ‘Lo Sbarco dei Pirati’ si avvale esclusivamente del volontariato dei soci che la costituiscono. Sempre più difficile diventa, per noi tutti, la gestione e la realizzazione della festa che tante soddisfazioni ci ha regalato in questi otto anni. Sempre più pochi. Sempre maggiori i cavilli burocratici. Sempre di più gli ostacoli che dai vari enti arrivano. Sempre di meno il contributo delle attività locali e non, noto con il nome di “sponsorizzazioni”. Alla luce di tutto questo ci vediamo costretti a fermare quella che sicuramente è stata in questi ultimi anni, la festa più bella e più importante che il nostro territorio ha offerto alla regione Liguria e non solo.”

L’insufficienza di fondi, di appoggi da parte delle attività e dell’amministrazione spezzina, degli sponsor, ma non solo, anche la sempre più maggiore presenza di ostacoli burocratici, sembrano essere le cause principali di questa decisione. Una decisione estrema, e certamente sofferta, si percepisce, da parte degli organizzatori, posti di fronte, ancora una volta, alle difficoltà a cui sottopone un evento così particolare e soprattutto di vaste dimensioni. Lo Sbarco dei Pirati, negli ultimi anni infatti, ha attirato migliaia di partecipanti, tra adulti e bambini, provenienti non solo, dalla provincia spezzina, ma anche da tutta la Liguria, Toscana, Emilia Romagna e tutto il Nord Italia, registrando più di venti mila presenze solo nella scorsa edizione. Una disponibilità ormai troppo esigua, per poterne contenere la portata, e soprattutto per poter superare i costi di realizzazione.

Con grande rammarico, gli organizzatori hanno infine concluso, ringraziando calorosamente, tutti coloro che hanno contribuito in questi anni alla realizzazione di un evento unico sul nostro territorio: “GRAZIE a tutti quelli che ci sono stati dedicandoci anche solo un attimo del proprio tempo ed un briciolo delle proprie risorse. GRAZIE a tutti quelli che non ci sono stati per noi perché, GRAZIE a loro ci siamo sentiti davvero maturi e capaci di essere GRANDI DA SOLI!”.

Vedremo cosa succederà nei prossimi anni; per ora una conclusione sofferta, ma piena di orgoglio.

AVIS Licciana Nardi vi aspetta e intanto "ci mette la faccia"

Oltre trent’anni di attività per una delle realtà AVIS più attive della Lunigiana, quella di Terrarossa e Licciana Nardi che conta oggi almeno 210 donatori stabili con 439 donazioni tra sangue e plasma. Una sezione in forte crescita, che ha potuto vantare, per l’anno in corso, l’ingresso di 57 nuovi iscritti e un incremento di sacche pari al centinaio rispetto al 2015. Qualche numero e qualche risultato dei tanti straordinari raggiunti negli ultimi quattro anni, frutto del grande lavoro fatto nell’ultimo mandato, affidato a Roberta Vallini: “Ormai è tempo di bilanci, a fine febbraio avremo la cena sociale con le elezioni per il rinnovo del consiglio: se qualcuno desidera candidarsi può farlo. Io mi sento soddisfatta di quanto abbiamo fatto e mi auguro di poter consolidare ogni obiettivo raggiunto, ma sono fiduciosa: so che lo faremo”.

Sa che lo faranno perché, ci racconta, sono un gruppo davvero solido e affiatato, un gruppo che lavora sodo e con passione ogni giorno. Sono (in testa) Roberta Vallini, Federico Alberto, Marco Bassignani, Roberto (“Scelba”) Bellacci, Matteo Ratti, Morena Ravera, Cesare Viappiani e Ilaria Mansanti. Sempre in contatto con liccianini e lunigianesi, sempre pronti a sponsorizzare i loro eventi. E prima di tutto sempre al lavoro per combattere l’emergenza sangue e per invitare altri a farlo, perché è fondamentale per lo svolgimento di tutte le pratiche ospedaliere e per sostenere le diverse terapie contro il cancro. Adesso hanno deciso di presentarsi. A partire da prestissimo, dai prossimi giorni, per tutto il territorio, con belle fotografie divenute manifesti: “La prima, con parte del consiglio e la nostra fidata collaboratrice Isabella Canessa, è quella che vedrete affissa alla Filanda, nel tabellone di 6 metri per 3, mentre le altre due saranno utilizzate per un centinaio di manifesti che troverete in giro per il nostro Comune e forse in altri: in un tempo in cui è così facile nascondersi, dietro una tastiera il più delle volte, noi volevamo essere ben visibili, riconoscibili, essere, anche in questo, in prima linea ed esserlo mettendoci la faccia, la nostra”.

© Gruppo Fotoamatori Tresana
© Gruppo Fotoamatori Tresana

Sensibilizzazione e promozione del dono sono i messaggi della campagna, una campagna che, lo vedete, è davvero bella. Capace di ‘conquistarvi’ e (auspicabilmente) di avvicinare a una realtà che, da donatori o no, va conosciuta. Roberta Vallini è soddisfatta, l’idea è nata “in casa”, in quelle riunioni tra Terrarossa e Licciana. Ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’estro creativo e il tocco magico di Alessia Schina e Francesca Mazzoli autrici e curatrici di immagine e make up, artiste vere nel body painting. E non sarebbe stato possibile nemmeno senza l’aiuto del Gruppo Fotoamatori Tresana che ha realizzato i ritratti e ha immortalato così Roberta Vallini, Isabella Canessa, Matteo Ratti, Federico Alberto, Marco Bassignani, Roberto Bellacci: alcuni dei nostri “eroi quotidiani”. Noi già li conosciamo, ma adesso tutti potrete conoscerli e, soprattutto, se non l’avete già fatto, prendere contatti.

© Gruppo Fotoamatori Tresana
© Gruppo Fotoamatori Tresana

Vi aspettano, i ragazzi di AVIS Terrarossa-Licciana Nardi e di tutte le AVIS locali: vi aspettano perché c’è sempre bisogno di donazioni. Adesso, mentre stiamo scrivendo, sono in emergenza il gruppo A positivo e tutto il gruppo 0, ma “per colpa del freddo e dell’influenza di stagione, siamo stati in crisi per tutto gennaio”. In parte ha aiutato l’appello regionale, ma non è mai abbastanza il sangue a disposizione.

La Spezia, occasionissima: casa altrui in vendita

Questa vicenda riporta alla memoria un vecchissimo film in cui si tentava di vendere ad ignari turisti niente di meno che la Fontana di Trevi. Protagonisti questa volta non Totò o Nino Taranto, ma sei italiani residenti nello spezzino e in Toscana, arrestati dai carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale della Spezia all’esito delle indagini coordinate dal procuratore capo Antonio Patrono. Quattro persone in carcere, due ai domiciliari. Tutte sono indagate per truffa e, a vario titolo, per falsità ideologica, sostituzione di persona e riciclaggio.

L’indagine, partita dalle denunce di due persone che si sono viste spogliate delle proprietà dei loro immobili situati nel quartiere di Migliarina, hanno permesso di appurare che gli indagati, attraverso documenti di identità falsificati, sostituendosi ai legittimi proprietari si presentavano davanti a ignari notai e gli inducevano a predisporre procure speciali false, mediante le quali vendevano le suddette unità immobiliari ad acquirenti, anch’essi ignari, per il prezzo complessivo di 100.000 euro.

Confartigianato La Spezia lancia ConfApp

L’associazione di impresa nel terzo millennio si fa anche con lo smartphone attraverso le app: lo hanno capito in Confartigianato La Spezia che d’ora in poi sarà raggiungibile dagli imprenditori locali anche attraverso un’app, un’applicazione mobile, dedicata ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone o tablet.

Secondo Paolo Figoli, presidente provinciale di Confartigianato “è l’evoluzione necessaria per essere sempre aggiornati in un mondo in continuo cambiamento oggi gli imprenditori consultano più facilmente smartphone o tablet piùttosto che guardare lettere o e-mail così abbiamo deciso di inaugurare un nuovo strumento di comunicazione con i nostri soci”. Le imprese del territorio associate e non potranno scaricare la app di Confartigianato e scoprire i servizi riservati agli imprenditori, mantenersi aggiornati sulle novità che riguardano le diverse categorie e sugli eventi organizzati dall’Associazione. Un’app, semplice, intuitiva e ad alto tasso d’innovazione.

Tutto il mondo della piccola e media impresa sarà sempre a portata di mano, con un alto tasso di customizzazione. L’app di Confartigianato prevede una doppia modalità di installazione dell’applicazione: da Apple Store e Google Play, digitando ConfApp o Confartigianato, oppure per i più ‘informatizzati’ grazie al codice QR stampato sulla lettera spedita con la tessera associativa del 2017. Basterà leggere il codice con il proprio smartphone per scaricare l’app e, in pochi passaggi, si aprirà la porta a tutto il mondo di Confartigianato.  “L’imprenditore potrà avere le informazioni del proprio settore e della propria associazione – prosegue Giuseppe Menchelli, direttore di Confartigianato – novità fiscali, servizi offerti, eventi, appuntamenti che più lo interessano. Confartigianato oltre ai servizi classici di contabilità e tenuta dei libri paga infatti offre alle imprese una serie di servizi pensati su misura della piccola impresa: corsi di prevenzione infortuni, sicurezza, energia, credito, patronato, isee, formazione, igiene degli alimenti, appalti, soa ma per comunicare questi importanti servizi oggi non possiamo esimerci dalle nuove tecnologie”.

Così l’associazione di via Fontevivo che quest’anno ha festeggiato i 70 anni vuole sfruttare tutti i canali di comunicazione oggi possibili, offrendo agli imprenditori un insieme integrato di informazioni: una frontiera avanzata nella comunicazione e nel sistema di rappresentanza. ConfApp permetterà di leggere le news personalizzate in ogni momento, con contenuti in continuo aggiornamento, scoprire gli eventi in programma, le riunioni, cercare le convenzioni vicino a te, ricevere in tempo reale le notifiche sulle ultime novità e sulle norme. E se l’imprenditore non riuscirà a scarica l’App, nessuna paura, l’Ufficio soci Confartigianato La Spezia sarà a disposizione per chi avrà bisogno di aiuto. Per qualsiasi dubbio è possibile scrivere alla e-mail: app.info@confartigianato.it oppure sicurart@confartigianato.laspezia.it

Massa Carrara: E-Goodlife arriva anche nella nostra provincia

Anno nuovo, vita nuova con E-Goodlife: è il nuovo servizio per la gestione della propria casa che Enel Energia ha lanciato nel 2017 anche a Massa, Carrara e provincia nel segno dell’innovazione e dell’efficienza energetica. In pratica, grazie a questa tecnologia è possibile controllare e gestire la propria abitazione a distanza, svegliarsi con l’aroma del caffè e programmare le attività degli elettrodomestici, svolgere attività da remoto e guardare in ogni angolo della casa quando non si è presenti, tutto a portata di un semplice click.

E-goodlife è un sistema integrato di servizi utili e innovativi che partono dal mondo dell’energia per ampliarsi a una molteplicità di aspetti che permettono un controllo efficace della casa e dei propri cari, una maggiore consapevolezza dei consumi e l’ottimizzazione degli stessi. Il kit di installazione, infatti, con le sue prese intelligenti permette di controllare il consumo dei dispositivi collegati, accendendoli e spegnendoli da remoto; i sensori porta/finestra e la webcam possono invece comunicare, tramite l’invio di una notifica, quando viene rilevato un movimento. Il tutto sempre tramite smartphone o tablet così da poter gestire ogni contrattempo al meglio e velocemente anche non si è presenti in casa. Da qualsiasi luogo è possibile ordinare la spesa, economizzare i tempi, ricevere notifiche sugli scioperi o informazioni utili sulla mobilità. E anche intraprendere sfide perché e-goodlife premia i comportamenti virtuosi, in termini di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale, attraverso promozioni personalizzate.

Un servizio pensato per chi deve gestire la quotidianità tra mille impegni e che, grazie ai dispositivi presenti nel kit, a un sistema di notifiche totalmente personalizzabile e una serie di opportunità aggiuntive disponibili tramite app dedicata, può finalmente eliminare molte ansie e permettere di coordinare con più serenità le tante attività della giornata. E-goodlife è semplice anche da attivare: è possibile ricevere tutte le informazioni su https://www.e-goodlife.it/ e anche al Punto Enel di Massa, in viale Stazione 40, dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle 15:00.

Progetti per l'Orto botanico dei Frignoli: "L'Unione sfrutti il PIT"

Da un’idea del Sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, e di Roberto Orefici, dipendente della Regione, grazie al supporto del dottor Emmanuele Lupi, nasce il Progetto L’Orto delle meraviglie. “La proposta è rivolta all’Unione dei Comuni – affermano Mastrini e Orefici – e a nostro avviso sarebbe in grado di raccogliere molte esigenze del territorio: sostenere la biodiversità, migliorare lo stato di conservazione di un’area importante come quella dell’Orto botanico dei Frignoli di Fivizzano e creare lavoro”.

L’opportunità è fornita dal nuovo bando per Progetti Integrati Territoriali (Pit): “Sarebbe sufficiente che l’Unione presentasse al Gal la domanda per intervenire sull’area: attualmente il mantenimento delle vasche in cui vivono gli organismi acquatici è garantito dall’acqua del fiume. Gli scarti prodotti risultano semplicemente rifiuti, ma se attivassimo questo percorso potrebbero essere utilizzati per la produzione. Sarebbe sufficiente utilizzare l’acqua delle vasche per la realizzazione di serre: l’acqua sarebbe depurata dai vegetali coltivati e potrebbe essere riutilizzata per le vasche. Gli scarti degli organismi acquatici potrebbe essere utili alla concimazione: in questo modo l’acqua depurata consentirebbe di non attingere risorse idriche al fiume e garantirebbe il ciclo della vita in serra ed in vasca”. Un’idea che porterebbe a una nuova forma di economia: “Si potrebbe pensare alla produzione in serra ed alla vendita di quanto coltivato. L’opportunità del Pit è importante per attingere risorse che altrimenti, come spesso avviene, la Lunigiana perderebbe”??.

Questa la proposta della squadra al fianco del Sindaco di Tresana, ma, nel frattempo, anche la lista civica fivizzanese “Cambiamo Adesso!” ‘va alla carica’, chiedendo la riapertura del sito e sottolineando che è “dall’ottobre del 2014, attraverso il Consigliere dell’Unione Matteo Pinelli, che si è interessata all’argomento, acquisendo in prima istanza la documentazione relativa agli interventi effettuati e presentando poi un’interpellanza ad hoc. “Era stato lo stesso Presidente dell’Unione Riccardo Ballerini – raccontano – a rispondere per iscritto all’interpellanza durante il Consiglio che si è tenuto a Fivizzano l’11 maggio 2016, informando che i lavori di messa in sicurezza erano terminati ed erano cominciati una serie di sopraluoghi che avrebbero portato in tempi brevi alla riapertura di questo importante sito di interesse naturalistico e culturale al quale potranno accedere sia le scuole che i turisti interessati”. Anche per loro, “l’Unione di comuni Montana Lunigiana non può farsi scappare la possibilità di presentare un progetto da inserire nel PIT – Progetti integrati territoriali, al fine di riportare l’orto agli antichi splendori e creare nuove opportunità , anche di lavoro”.

“Naturalmente – concludono – continueremo a vigilare perchè gli impegni presi dall’Unione si concretizzino nei tempi annunciati e, fin da ora, offriamo la nostra collaborazione al Presidente Ballerini per la stesura di un progetto da presentare nel tempi previsti dal bando, sempre nell’interesse della popolazione e del territorio lunigianese”.

Saccardi in visita al Noa per il primo compleanno

“I dati di attività di questo ospedale ci dimostrano che qui al Noa si sta lavorando bene, con qualità, anche se ovviamente si può e si deve sempre migliorare. Ringrazio quindi tutti voi, a partire dal direttore generale, Maria Teresa De Lauretis, che ha saputo coinvolgere tutti gli operatori”. L’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi ha partecipato ieripomeriggio al Noa di Massa all’evento, Ospedale Apuane, un anno dopo”, in occasione del primo anniversario dell’ospedale. All’evento, rivolto a tutto il personale del Noa, era presente con l’assessore la direttrice della Asl Toscana nord ovest Maria Teresa De Lauretis.

“A volte diamo troppe cose per scontate – ha detto l’assessore ai molti operatori presenti – ma dobbiamo guardarci indietro e vedere da dove siamo partiti. Nelle parole di tutti gli intervenuti ho colto orgoglio e passione. Un’operazione come questa, con la dismissione di due ospedali e dopo dieci minuti l’inizio dell’attività di un nuovo ospedale, presuppone la presenza di una buona organizzazione. Ognuno di voi – ha sottolineato – ha dimostrato di interpretare nella maniera più giusta il proprio lavoro, sentendosi un pezzo importante di una comunità e dando una risposta ai bisogni della cittadinanza. Per questo vi ringrazio tutti”.

In mattinata l’assessore Saccardi aveva partecipato, a Carrara, all’inaugurazione del Centro polispecialistico intitolato ad Achille Sicari, luminare della chirurgia che nel corso della sua attività ha effettuato oltre 60.000 interventi, e dal 1969 al 1999 è stato il primario della divisione di Chirurgia a Carrara. Con l’assessore sono interventui il sindaco di Carrara Angelo Zubbani e la direttrice generale della Asl Toscana nord ovest Maria Teresa De Lauretis.

“I grandi cambiamenti nei bisogni dei cittadini e nelle tecnologie – ha detto Stefania Saccardi a Carrara – ci hanno imposto negli anni scorsi di realizzare un ospedale al passo con i tempi. Già quando abbiamo inaugurato l’ospedale Apuane, ci siamo però posti il problema di riempire il monoblocco di Carrara di quelle funzioni necessarie per integrare le attività dedciate alle acuzione presenti nel nuovo ospedale. Siamo soddisfatti del risultato raggiunto, perché questa struttura si presenta molto diversa da quella che era solo alcuni mesi fa. Si tratta di un primo importante tassello per dare alla comunità di Carrara i servizi di cui ha bisogno. Grazie al confronto con la cittadinanza e con gli stessi comitati, nei prossimi mesi potremo compiere ulteriori passi avanti”.

Dopo l’intitolazione del monoblocco al professor Sicari, l’assessore ha effettuato un giro nelle struttura, con particolare attenzione agli ambulatori di oculistica e all’oncologia.