Carletto Marconi lancia l'Unione dei Piccoli (comuni)

Carletto Marconi, sindaco di Bagnone, ha le idee chiare su come debba mutare l’aspetto degli enti sovraccomunali, dell’Unione dei Comuni in particolare, tenendo anche conto delle novità che prenderanno piede dal primo Gennaio 2016. In questa data, i comuni sotto i 3 mila abitanti dovranno delegare all’Unione i servizi primari in forma di funzioni associate. L’idea del primo cittadino punta ad una razionalizzazione dei costi e ad un migliore impiego delle strutture e del capitale umano sul territorio.
“Non si può continuare con questa impostazione dell’Unione – spiega Carletto Marconi – dalle nuove disposizioni che andranno in vigore dal primo Gennnaio emergono segnali chiari, non c’è più la possibilità di concepire l’Unione come agli inizi, ovvero dal passaggio dall’ex Comunità Montana all’attuale ente. Serve una severa riflessione tra i comuni obbligati e quelli non obbligati al trasferimento delle funzioni associate. C’è da ribadire con fermezza e chiarezza una nuova composizione, una nuova Unione formata solo dai piccoli comuni. Si dovranno poi trovare delle forme di convenzione con le realtà più grandi per mantenere il personale”. Anche la sede rientra in questo ragionamento con lo spostamento della sede istituzionale da Fivizzano ad altro loco per consentire una maggiore fruizione da parte dei cittadini e, nella stessa misura, un riallocamento degli uffici che trovino posto in una zona più centrale, rispetto al periferico comune mediceo.
“I tempi sono stringenti –avverte Marconi – entro il primo Gennaio bisogna prendere una decisione, anche in relazione alla volontà già ratificata di Aulla di reintegrare il corpo di polizia municipale, a cui si aggiungerà probabilmente anche Fivizzano che sta valutando la medesima scelta. Le esigenze dei piccoli comuni non sono paragonabili a quelle delle grandi realtà. La mia, però, non è una posizione preconcetta ma si basa su miglioramenti che possono tornare utili ai cittadini. Le due situazioni che ho citato avvalorano la tesi che vi è una visione differente di quella che dovrebbe essere l’Unione. Con il passaggio a questa Unione dei piccoli si potranno sviluppare atti omogenei di gestione dei servizi, con una dirigenza itinerante che potrà coordinare più uffici, con un risparmio di costo per i cittadini. Una sorta di fusione con il mantenimento della propria identità e con servizi più efficienti sul territorio”.

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